24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 11:59:00

Cronaca News

Vaccino, verso l’ok anche nella fascia 12-15 anni

foto di Roberto Speranza
Roberto Speranza

una autentica svolta, quella che si annuncia nella campagna vaccinale. Vaccino anti covid Pfizer anche ai 12- 15enni, previsto il via libera dell’Ema per il 28 maggio prossimo: a dirlo è il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo al Question Time alla Camera sulle iniziative per la vaccinazione dei minori contro Covid- 19. “Il nostro auspicio e le informazioni di cui siamo in possesso – ha spiegato il ministro – ci portano a ritenere che il 28 maggio l’Ema darà l’ok al vaccino Pfizer anche per la fascia 12-15 anni.

E’ un fatto molto importante quello di allargare ad altre fasce d’età le vaccinazioni” contro Covid-19. La vaccinazione nelle fasce più giovani “è altamente strategica e noi la riteniamo essenziale soprattutto in vista della ripresa dell’anno scolastico. Il Governo è a lavoro con il generale Figliuolo per costruire quindi un adeguamento del piano alla disposizione” dell’Ema su vaccino Pfizer per 12-15enni “che ci aspettiamo per la fine del mese, che ci metta nelle condizioni di costruire un’informazione che renda consapevoli le persone dell’importanza delle vaccinazioni come arma fondamentale per chiudere questa stagione così difficile”, ha poi spiegato ancora il ministro. Ad oggi, sottolinea quindi Speranza, “quasi un terzo degli italiani ha avuto una prima dose somministrata di vaccino, un dato incoraggiante e positivo. In totale siamo arrivati a 28,5 mln di dosi somministrate. Abbiamo protetto in primis le fasce più debole, i fragili, gli anziani, oggi si pone il tema delle altre generazioni. A giugno nel Paese avremo 20 milioni di dosi a disposizione e questo ci può consentire senz’altro di estendere le vaccinazioni ad altre generazioni”.

Vaccini anti covid anche in vacanza? “E’ possibile se tutto passa attraverso un accordo tra le regioni” ha invece detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ai microfoni di ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio1. “C’è massima disponibilità a favorire le condizioni che permettano un incremento della vaccinazione e una agevolazione ai cittadini per potersi vaccinare. E’ chiaro – sottolinea Costa – che siamo di fronte a un problema di difficile gestione dal punto di vista operativo: abbiamo piattaforme regionali per le prenotazioni che sono differenti e non comunicano tra loro, ci vorrebbe una collaborazione anche da parte dei cittadini nel comunicare dove vanno e che tipo di vaccino hanno fatto”. E comunque, rileva il sottosegretario, “dobbiamo fare una differenziazione perché ci sono turisti, penso per esempio ai proprietari di seconde case, che passano un lungo periodo nei luoghi di vacanza e in quel caso – ricorda Costa – c’è già la possibilità perché ci si può iscrivere e fare una residenza temporanea.

E’ chiaro che non possiamo rincorrere il turista che fa un weekend e vaccinarlo. Però io credo – aggiunge – che di fronte a soggiorni lunghi sicuramente è un’ipotesi percorribile. Ripeto – conclude – ci deve essere un accordo tra le regioni perché tutto deve passare attraverso una compensazione dei vaccini”. “Non abbandoniamo del tutto l’idea di poter fare il richiamo dei vaccini Covid in vacanza, il problema potrebbe essere superato con l’estensione della seconda dose per i vaccini a mRna a 90 giorni”, ha suggerito il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ospite di ‘Timeline’ su SkyTg24, rispondendo alla domanda se l’ipotesi di fare il richiamo dell’immunizzazione nei luoghi di vacanza sia stata abbandonata.

“Credo che vaccinarsi in vacanza, in Regioni diverse dalla propria, sarà impossibile. Ma se la data della seconda dose dovesse proprio cadere durante le ferie, il consiglio che mi sento di dare è quello di concordare con il centro vaccinale una rimodulazione del richiamo” ha invece sottolineato all’Adnkronos Salute Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano. Con l’intensificarsi della campagna vaccinale anti-Covid e l’apertura a nuove fasce di età, c’è infatti il rischio per una grossa quota di cittadini di trovarsi a dover fare il richiamo proprio durante le vacanze con il rischio di saltarlo. Per evitare questa eventualità il virologo suggerisce, “se proprio è inevitabile” di concordare il richiamo qualche giorno più tardi. “Alcune indicazioni sull’allungamento tra la prima e la seconda dose ci sono – ricorda Pregliasco – Si è visto che non fa male, anzi, uno studio dice addirittura che Pfizer allungarlo è quasi meglio che farlo a 3 settimane”. Comunque, “ribadisco l’importanza di una responsabilità e di un’opportunità che ci sia una vaccinazione. E’ vero – sottolinea il virologo – che c’è questo gran desiderio di andare in vacanza, ma si può trovare il modo di conciliare. E comunque, in questo momento – conclude – è prioritario assolutamente fare il vaccino”.

L’arrivo del green pass per permettere gli spostamenti, in base alle regole previste contro la diffusione del coronavirus, “è imminente, entro la seconda decade di giugno: sarà un green pass digitale” ha annunciato ancora il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Intanto, in attesa di un Green Pass covid europeo, gli Stati membri dell’Ue hanno raggiunto un accordo sulla proposta di raccomandazione, avanzata poco più di 2 settimane fa dalla Commissione, che consiglia ai 27 Paesi di rimuovere le restrizioni di viaggio per i vaccinati extra Ue che intendono venire in Europa e che rende meno rigidi i criteri in base ai quali viene stilata la lista dei Paesi considerati sicuri dal punto di vista epidemiologico.

“Oggi gli ambasciatori dell’Ue – dice il portavoce della Commissione Christian Wigand – hanno concordato di aggiornare l’approccio ai viaggiatori che arrivano nell’Ue. Il Consiglio ora raccomanda di rimuovere le restrizioni per i vaccinati” con vaccini approvati dall’Ema. “Il Consiglio dovrebbe anche stilare una lista di Paesi con una buona situazione epidemiologica dai quali i viaggi sono permessi, sulla base di nuovi criteri”. Nello stesso tempo, ricorda Wigand, “per limitare il rischio che nuove varianti entrino nell’Ue, è previsto un meccanismo di freno di emergenza, che consente ai Paesi di agire rapidamente e in modo coordinato. Ci compiacciamo della decisione, a 2 settimane e mezza dalla proposta della Commissione. Questo permetterà la ripresa dei viaggi verso l’Ue, assicurando anche il contrasto alle varianti. Ora la raccomandazione deve essere approvata formalmente dal Consiglio”, conclude.

All’orizzonte c’è già comunque il ‘bollino’ europeo per il turismo sicuro in tempo di coronavirus. Gli Stati membri, informa la Commissione, potranno attribuire il nuovo marchio di sicurezza alle strutture turistiche che rispettano il protocollo sulla salute e la sicurezza dell’Iso (International Organization for Standardization, Organizzazione internazionale per la normazione). Sia il protocollo che il bollino sono volontari, non obbligatori. La misura, facoltativa, dovrebbe contribuire a facilitare la riapertura in sicurezza del turismo in tempo per la stagione estiva, migliorando la reputazione dell’Ue come destinazione turistica, anche durante la pandemia di Covid-19. Per il commissario al Mercato Interno Thierry Breton, “il marchio di sicurezza Covid aiuterà le imprese turistiche ad avere procedure di sicurezza prima della stagione estiva, aumentando così la fiducia dei viaggiatori, dei residenti e dei lavoratori delle strutture turistiche”.

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