Cronaca

Licenziato il lavoratore che ha denunciato l’Ilva. Sciopero ad oltranza

La protesta dell'Unione Sindacale di Base all'indomani della decisione dell'Azienda


E' cominciato questa mattina alle 7 lo sciopero proclamato dall'Usb dei lavoratori Ilva con presidio a oltranza davanti la portineria "A"  per protestare contro i licenziamenti decisi dall'azienda. «Lo sciopero – si legge nella nota sindacale – proseguirà fino a quando Marco Zanframundo e i 50 lavoratori Emmerre non verranno reintegrati. Scioperiamo anche contro gli esuberi annunciati, scioperiamo contro le discariche, scioperiamo contro un sistema che ci uccide e che ci licenzia!».

La vicenda nasce dalla decisione dell'Ilva di licenziare Marco Zanframundo. «Per 12 anni lavoratore modello – si legge nella nota -, Marco, negli ultimi 50 giorni ha ricevuto 8 contestazioni, chiaramente strumentali e false. Le colpe di Marco? Aver difeso il diritto alla vita, alla sicurezza aver protestato insieme ai colleghi del Mof per chiedere giustizia per il caro Claudio Marsella, essere diventato un dirigente USB, il sindacato che ha denunciato gli abusi, le collusioni, il sindacato che ha presentato l'esposto sul "governo ombra", sui fiduciari di Riva che sono stati arrestati».

«Analoga situazione – conclude la nota – per i 50 lavoratori della ditta Emmerre, buttati fuori dall'ilva all'indomani della tragedia di Ciro Moccia senza nessuna motivazione. Parliamo di 50 famiglie ridotte alla disperazione, alla fame, buttate in mezzo alla strada».

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