21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca

“Sì, ho inseguito Stefàno ma non volevo aggredirlo”

Parla il protagonista della vicenda denunciata sabato scorso dal Sindaco


“Sì, è vero, ho inseguito Stefàno, ma non avevo alcuna intenzione di aggredirlo”. Gianluca Mattia, 34 enne tarantino, si è presentato spontaneamente alla nostra redazione stamattina, per raccontare la sua versione dei fatti. Sabato, dalle colonne di Taranto Buonasera, il sindaco ha confermato la notizia trapelata dalle stanze assolate di Palazzo di Città: Stefàno è stato inseguito e per sfuggire all’aggressione si è rifugiato in Questura.

Una storia che, come spesso accade, affonda le radici nelle problematiche derivanti dall’assenza di lavoro. Gianluca Mattia (nella foto), è in cassintegrazione “da mesi non riesco a pagare l’affitto di casa, per questo mi sono rivolto al sindaco”. Non un caso isolato.

Più volte ha chiesto un aiuto economico al primo cittadino ma “a me, così come ai 35 miei colleghi della cooperativa Arca, ha detto di non preoccuparci perchè non saremmo rimasti senza soldi. Il sindaco, per mezzo del segretario Licciardello, ci ha fatto sapere che avremmo ottenuto un anticipo, a fronte dei ritardi nei pagamenti da parte dell’Inps, grazie ad un accordo chiuso con una banca. Però, come al solito, non ha mantenuto la promessa, perchè siamo rimasti senza sostegno economico. E’ stato sempre Stefàno a mandarmi dai Servizi Sociali. Mi ha detto di rivolgermi a loro per ottenere, entro 2-3 giorni, un contributo abitativo per pagare l’affitto, ma quando ho parlato sia con la dirigente Lorusso, che con l’assessore Viafora mi è stato detto che quanto diceva il sindaco non era possibile”.

Secondo quanto ci ha raccontato oggi, Gianluca Mattia si sarebbe messo alla ricerca del sindaco per chiedere spiegazioni circa la mancata concessione del contributo da parte dei Servizi Sociali. “Ma non l’ho trovato da nessuna parte. Volevo soltanto capire perchè lui diceva una cosa che, per i Servizi Sociali, era irrealizzabile”.

Quindi la versione relativa all’inseguimento, a bordo di una moto, all’auto di Stefàno. “Stavo andando con mio pa dre a trovare mia sorella che era ricoverata alla clinica Bernardini, a Taranto Due. Per caso ho incrociato l’auto del sindaco in viale Virgilio, all’incrocio con viale Magna Grecia. Ho cercato di avvicinarmi al finestrino per fargli vedere una bolletta della luce da 105 euro, che mi era arrivata proprio quella mattina, ma lui, in un primo momento, non mi ha visto perchè stava leggendo i giornali. Allora ho proseguito per quella strada – spiega Gianluca – anche perchè dovevo andare alla clinica Bernardini. Quando la macchina di Stefàno ha imboccato il piazzale della Questura io l’ho seguita, non avevo nulla da temere, avevo la coscienza pulita. Ma quando il sindaco è sceso dalla macchina è filato dritto nella Questura. Io, invece, sono stato fermato da un poliziotto che mi ha chiesto i documenti”.

Ad ogni modo, Mattia rivela che, nel 2007, è stato denunciato perchè “a Palazzo di Città, ho scavalcato una transenna per andare a parlare dal sindaco. Io avevo un appuntamento, lui si è fatto negare. Anzi, parlava con un’altra persona. E’ assurdo. E’ dal momento del suo insediamento che dice falsità e non mantiene le promesse”.
 

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