24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

Soppressione dei Tribunali, toghe e Sindaci in marcia

La protesta dei rappresentanti delle comunità penalizzate dalla decisione del Governo


I sindaci dell’area ionica non ci stanno. Non vogliono rinunciare alle sedi giudiziarie decentrate e dopo la manifestazione di Ginosa, domani, nell’ultimo giorno di attività, hanno deciso di scendere in strada per manifestare contrarietà al decreto legislativo che taglia gli uffici di giustizia.

Dal 13 settembre le sedi di Ginosa, Martina Franca, Grottaglie e Manduria sono ufficialmente chiuse. Si tratta di tutti i tribunali decentrati dell’arco ionico che, con la revisione della geografia giudiziaria disposta dal governo nazionale, riverseranno nei prossimi giorni tutte le pratiche sull’unico tribunale che resterà attivo, cioè quello di Taranto. E’ proprio lì che domani si ritroveranno avvocati e sindaci.

Alle 10 il raduno davanti ai cancelli per manifestare contro l’ennesima mannaia che penalizzare il territorio ionico. Dopo la sanità, la scuola anche la giustizia tarantina lancia il suo Sos. L’iniziativa di domani è organizzata dall’Associazione Forense Messapica che aveva già chiesto al Ministero della Giustizia la proroga per il mantenimento della sede di Manduria. Domani, avvocati e sindaci si compatteranno in questa ennesima battaglia a difesa del territorio.

Lunedì sera si è mobilitato il versante occidentale con il corteo mossosi da Ginosa investendo buona parte dei Comuni limitrofi. Domani la mobilitazione partirà da oriente. Parteciperanno i sindaci di Manduria, Sava, Maruggio ed Avetrana. Ma anche da Grottaglie il primo cittadino Ciro Alabrese dice: “Con questo provvedimento, si è tenuto conto solo dell’esigenza di risparmiare sui costi complessivi del sistema giustizia. Per Grottaglie eravamo disposti anche ad accollarci le spese di mantenimento della struttura. Ma non c’è stata una adesione convinta. Tuttavia non ci diamo per vinti e, assieme ai colleghi di Martina Franca, Manduria e Ginosa, abbiamo comunque deciso di far sentire la nostra voce di protesta, convinti, come siamo, di interpretare sia le esigenze dei cittadini, sia del fatto che esistono, a nostro avviso, i margini per rivedere i criteri di soppressione delle sedi dei Tribunali”.

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