29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 15:43:40

Cronaca

Testa di pecora mozzata, avvertimento per la confisca ai mafiosi

Le indagini sulla inquietante intimidazione fatta recapitare davanti ad un immobile dove vi sono tre studi di commercialisti


Una testa  mozzata di animale è un avvertimento in perfetto stile mafioso. E’ la più inquietante delle intimidazioni e lo sanno benissimo gli investigatori della questura che da ieri mattina stanno indagando a tamburo battente per identificare chi ha  lasciato una testa di pecora mozzata davanti al cancello di uno stabile nel quale sono situati tre studi di commercialisti.

Nella tarda mattinata di ieri un equipaggio della Squadra  Volante su indicazione della centrale operativa è intervenuta davanti ad un palazzo di via Solito dove il custode dello stabile aveva rinvenuto poco prima, appoggiata sul cancello di ingresso, una busta in cellophane trasparente con all’interno una testa mozzata di pecora e un “pizzino” sul quale è scritto a penna il nome del destinatario.  


Sul posto sono piombati anche gli specialisti della  Scentifica, per i rilievi del caso e i loro colleghi della Squadra Mobile. Il messaggio come detto   è indirizzato ad uno dei commercialisti che ha lo studio nel palazzo e proprio per questo motivo i poliziotti diretti dal dottor Roberto Giuseppe Pititto hanno ascoltato il professionista. Logicamente non trapela nulla sugli elementi già raccolti dalla polizia.  Gli investigatori sono molto abbottonati riguardo a indagini delicate che devono far luce su un episodio che fa  riapparire e nel capoluogo jonico lo spettro della mafia. Infatti la pista più battuta è quella che riguarda l’attività professionale della vittima che è legata alla amministrazione giudiziale dei beni sequestrati alla criminalità organizzata.

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