18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 15:55:45

Cronaca

Per “l’avviso” mafioso niente indizi dai filmati

Le indagini sulla testa di pecora mozzata


TARANTO –  Avvertimento in stile mafioso a commercialisti: gli investigatori della Squadra Mobile stanno spulciando i sequestri e le confische di beni, eseguiti negli ultimi mesi, per stringere il cerchio attorno a chi ha lasciato la testa mozzata di pecora davanti al cancello di un palazzo nel quale  è situato lo studio dei professionisti.

La pista privilegiata è quella che conduce alla amministrazione  giudiziale dei beni della mala messi sotto chiave su ordine della magistratura.  Intanto pare che non possa arrivare un grande aiuto dalle riprese filmate acquisite dai poliziotti diretti dal dottor Roberto Giuseppe Pititto.


Gli agenti in borghese della questura hanno ascoltato i commercialisti finiti nel mirino acquisendo elementi che potrebbero risultare decisivi per le indagini condotte a ritmo serrato .

Com’è noto nella tarda mattinata di domenica una pattuglia della Squadra  Volante su indicazione della centrale operativa è intervenuta davanti ad un palazzo di via Solito dove il custode dello stabile aveva rinvenuto poco prima, appoggiata sul cancello di ingresso, una busta in cellophane trasparente con all’interno una testa mozzata di pecora e un “messaggio ” sul quale è scritto a penna il nome del destinatario. 

Sul posto sono intervenuti anche gli specialisti della Polizia Scientifica, per i rilievi tecnici. Il messaggio è indirizzato ad uno dei commercialisti che ha lo studio nel palazzo e proprio per questo motivo i poliziotti diretti dal dottor Pititto hanno ascoltato a lungo il professionista.

Non trapela nulla sugli elementi già raccolti dalla polizia.  Si tratta infatti di indagini delicate che devono far luce su un episodio che fa tornare in città lo spettro della criminalità organizzata .

La pista più battuta come detto è quella che riguarda l’attività professionale della vittima che è legata alla amministrazione giudiziale dei beni sequestrati alla mala che conta.

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