04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:24:25

Cronaca News

Ex Ilva, Melucci non si arrende e ribadisce: Chiusura

Il sindaco di Taranto dopo la sentenza del Consiglio di Stato

foto di Rinaldo Melucci
Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci

Non si è fatta attendere la reazione del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci alla sentenza emessa dal Consiglio di Stato sulla sua ordinanza di chiusura dello stabilimento siderurgico. I giudici amministrativi di secondo grado hanno ritenuto illegittimo il suo provvedimento d’urgenza e per questo hanno disposto l’annullamento, accogliendo, quindi i ricorsi di ArcelorMittal e di Ilva in amministrazione straordinaria, società proprietaria degli impianti.

Nonostante il verdetto che, in sostanza, consente all’ex Ilva (ooggi Acciaierie d’Italia) di continuare a produrre con l’area a caldo, il sindaco, evidenzia il significato del suo provvedimento adottato a febbraio dello scorso anno e  l’importanza di questa vicenda per la città e per il suo futuro.

“L’ordinanza sindacale rappresenta in ogni caso un punto di non ritorno. C’è poca sorpresa – dichiara Melucci- per la sentenza del Consiglio di Stato, al netto di alcuni passaggi sui quali sarebbe opportuno riflettere. Di certo oggi nessuno può sentirsi banalmente assolto”.

“Con la mia ordinanza abbiamo chiamato lo Stato alle sue responsabilità sul futuro dell’ex Ilva e sulla salute dei tarantini. Ora la palla passa alla politica e al Governo, bisogna dimostrare che l’Italia è un paese civile e coraggioso”.

Anche di fronte al pollice verso del Consiglio di Stato, il primo cittadino non si arrende e non rinuncia alla sua battaglia per la chiusura dell’area a caldo.  Per questo torna a ribadire la sua richiesta al Governo centrale, già avanzata nei giorni scorsi, di un accordo di programma finalizzato allo spegnimento: “Dal canto mio ho la coscienza a posto, ho fatto tutto quello che era nei poteri del sindaco per provare a difendere la mia comunità. La battaglia continuerà – assicura il primo cittadino di Taranto-  finché non ci sarà un tavolo per l’accordo di programma che sancisca la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento ionico”.

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