29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

Cronaca

Monopolio al porto: nuovo rinvio della requisitoria

A causa dello sciopero degli avvocati. Alla sbarra anche Emilio, Fabio e Claudio Riva


Lo sciopero degli avvocati fa slittare ancora la requisitoria, prevista per oggi, nel processo sul monopolio dell’Ilva al porto di Taranto nell’attività di carico e scarico delle merci. Come noto, il giudice dell’udienza preliminare ha rinviato a giudizio 14 imputati accusati di concorrenza illecita nei confronti di cinque compagnie marittime locali.

Tra gli imputati Emilio, Fabio Arturo e Claudio Riva, nelle rispettive qualità di presidente, vicepresidente e consigliere delegato del consiglio di amministrazione dell’Ilva all’epoca dei fatti, e poi Ettore Campostano, Augusto Genta, Paolo Camp-ostano, Tony Liuzzi, Stephan Axel De Madre, Corrado Corradi, Giuliano Mallito, componenti del consiglio di amministrazione dell’Anchor Shipping, Vito Bisanti, e Franco Sensoli, amministratore della Navalsud. 


Michele Fazio, di Savona, institore e componente del consiglio di amministrazione della Anchor Shipping (agenzia marittima con sede nella città ligure), risponde anche di estorsione, e Giampiero Gallina, di Torino, dirigente dell’Ilva con procura a gestire i pontili dati in concessione alla stessa Ilva, di tentata estorsione.

Questi ultimi due furono interdetti per due mesi dall’attività lavorativa nel 2006.

L’indagine fu avviata nel giugno 2004 sulla base di un esposto presentato dal titolare di un’agenzia marittima locale.

Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero sostenuto falsamente che l’Ilva fosse titolare di un terminal di scarico privato presso il porto di Taranto, dove potevano operare solo Anchor Shipping e la Navalsud.

Le stesse agenzie avrebbero praticato prezzi inferiori a quelli stabiliti dalle tariffe previste dalla legge per prestazioni raccomandatarie marittime.

Le Fiamme Gialle hanno accertato che, negli anni 2000-2004, la Anchor e la Navalsud, a fronte di 3255 navi approdate presso il terminal Ilva, hanno curato 2941 navi, corrispondenti ad una percentuale complessiva del 90,35%: il 77,57 l’Anchor ed il 12,78 la Navalsud.

Gli avvocati Carlo Petrone e Stefano Caffio, per conto dell’agenzia marittima Gennarini, hanno chiesto un risarcimento danni di 30 milioni di euro. Prossima udienza fissata per il 20 novembre.

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