17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 19:23:30

Cronaca

Attentato in via D’Alò Alfieri, la droga dietro la sparatoria

I carabinieri a caccia di due motociclisti che hanno esploso 4 colpi contro il portone del palazzo in cui abita un detenuto ai domiciliari


Potrebbe esserci la droga dietro l’avvertimento, a colpi di pistola, compiuto  ieri a  mezzogiorno in via D’Alò Alfieri.

E’ la pista che stanno seguendo  i carabinieri per identificare chi ha esploso quattro pistolettate  contro il portone d’ingresso di uno stabile in cui abita una persona detenuta agli arresti domiciliari proprio per fatti legati agli stupefacenti.


A compiere il raid in due che probabilmente erano a bordo di una moto. Hanno esploso quattro colpi di pistola calibro 9 contro il portone condominiale e sono fuggiti facendo perdere le  proprie tracce.

Dopo la sparatoria avvenuta in pieno giorno sul posto sono piombati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taranto, diretti dal tenente Pietro Laghezza e i loro colleghi  e della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo.

Questi ultimi  hanno rinvenuto e repertato quattro ogive conficcate all’interno del portone. Gli investigatori hanno subito ipotizzano che il messaggio a suon di piombo fosse indirizzato proprio all’uomo sottoposto ai domiciliari. Infatti è stato ascoltato ma non sarebbero emersi elementi utili alle indagini . Nel corso della giornata i militari dell’Arma hanno eseguito alcune perquisizioni nelle  abitazioni di persone con precedenti per armi. Inoltre gli investigatori hanno passato al setaccio le immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza installati lungo la via in cui ieri all’ora di pranzo è avvenuta l’incursione a colpi di pistola. Nelle settimane scorse un episodio analogo era avvenuto invia Duca degli Abruzzi.

Nelle prime ore  del giorno un colpo di pistola  era stato esplosi  contro il portone di uno stabile. Le forze dell’ordine fermarono subito un 33enne che era sottoposto alla detenzione domiciliare.

Il presunto autore dell’atto intimidatorio  era stato trovato in possesso di una pistola con matricola limata,  calibro 7.65,  con la quale probabilmente aveva esploso il colpo di pistola.

Sul posto  erano intervenuti anche  gli specialisti della  Scientifica che aveva recuperato l’ogiva conficcata nel portone d’ingresso  del palazzo. Il 33enne, già noto alle forze dell’ordine su disposizione dell’autorità giudiziaria  era stato  posto di nuovo agli arresti domiciliari.

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