23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

Cementir, accordo a Roma. Non ci saranno licenziamenti

L’azienda si è impegnata a contenere al massimo gli esuberi. Cassa a rotazione per 130


“In relazione all’applicazione alla Cigs per crisi adottata sui siti produttivi interessati le parti fermo restando il comune intento di contenere al massimo l’utilizzo, condividono che verranno definiti i meccanismi di rotazione attraverso un costante confronto con le rsu a livello di sito, estendendo al massimo la platea dei lavoratori interessati alla Cigs. L’azienda si impegna a contenere il numero massimo dei lavoratori da coinvolgere nella Cigs contemporaneamente non oltre le 130 unità complessive”.

Questo il passaggio chiave dell’accordo siglato giovedì tra i vertici della Cementir ed i sindacati. Al ministero del Lavoro, c’era anche il direttore Mario de Gennaro. Presenti i rappresentanti delle segreterie nazionali e territoriali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.


Le parti hanno condiviso di “aver definito un ampio ventaglio di opzioni che consenta una corretta gestione degli esuberi attenuando a pieno gli elementi traumatici della procedura di mobilità avviata dall’azienda lo scorso 21 giugno. Nel confermare però l’esigenza di giungere al completamento del piano di riorganizzazione sulla base dei numeri condivisi in ambito ministeriale – si legge nel verbale d’accordo – le parti ritengono necessario mantenere un costante comune monitoraggio sull’andamento dei vari strumenti delineati”.

C’è l’impegno comune anche a valutare, entro il 31 maggio 2014, “sulla base della futura situazione industriale e di mercato del gruppo, lo stato di completamento del piano ove residuino, nell’ambito dei numeri definiti dall’accordo presso il ministero del Lavoro, esuberi strutturali non gestibili con le misure identificate e per adottare le conseguenti misure di legge per i siti”.

Sempre nell’ambito dell’intesa siglata a Roma, azienda e sindacati condividono anche che il nuovo assetto organizzativo relativo allo stabilimento di Taranto che sarà di 42 unità con la marcia prevista come centro di macinazione e di 80 nel caso di assetto a ciclo completo. Questo “andrà contemperato con un’analisi sulle possibili internalizzazioni di attività. Le parti ritengono possibile avviare sin da subito il coinvolgimento delle risorse interne in attività di confezionamento aggiuntivo (insacco e big bags) derivanti da commesse estere che richiedessero un incremento di ore/uomo rispetto all’assetto di riferimento prospettato dall’azienda nella nuova organizzazione di lavoro”.

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