21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 16:41:48

Cronaca

Paletti-trappola per disabili e polemiche in viale Cannata

Pronta una petizione per chiedere all’amministrazione comunale di riaprire la strada


Solitamente, le barriere architettoniche si frappongono tra disabili ed infrastrutture realizzate decenni fa. Questo a testimonianza che in passato l’attenzione rivolta al mondo dei diversamente abili era scarsa.

Forse anche per questo fa specie che, a Paolo VI, siano stati installati dei paletti bianchi e rossi che “vietano” il passaggio delle carrozzine.

Di quei paletti, Taranto Buonasera si è occupato nei giorni scorsi quando alcuni operai di una ditta incaricata dal Comune hanno… issato la palizzata in viale Cannata, chiudendo la via di fuga utile a raggiungere il centro direzionale mar Piccolo.


La rivolta dell’omonimo Comitato, non si è lasciata attendere. Su facebook i commenti dei residenti inviperiti hanno preso di mira l’Amministrazione comunale. Il comandante della Polizia locale Michele Matichecchia ha spiegato “L’unica ragione che ci ha spinto ad assumere questo provvedimento è riconducibile alla situazione di pericolo. Si tratta di uno spartitraffico tagliato in mezzo. Non c’erano spazi per poter frenare e prepararsi a svoltare perchè viale Cannata è una arteria a scorrimento veloce”.

Ma quella ragazza, che con la sua carrozzina non riesce ad oltrepassare lo spartitraffico, ha scatenato gli internauti che su facebook hanno commentato: “Che vergogna, altro che capitale della cultura. Si devono solo vergognare”. C’è anche chi, come il vicepresidente del Consiglio comunale Adriano Tribbia, promette “farò un esposto per consentire almeno il passaggio dei disabili”.

Soluzioni diverse, da quella che potrebbero portare alla rimozione dei paletti, non sembrano accettate di buon grado: “Chi li progetta, ma soprattutto li monta, non si rende conto? Manca anche lo scivolo quindi, anche se tolgono i paletti, questa ragazza non potrà mai salire sul marciapiede”. Nel frattempo il Comitato Mar Piccolo passa alle vie di fatto: “I moduli per sottoscrivere la petizione sono pronti. Ne abbiamo riempiti due in pochi minuti”.

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