17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 19:23:30

Cronaca

Ilva, Bondi “pigliatutto”. Ma c’è uno spiraglio: il ‘decreto acciaio’ è pronto

Incontro riservato con i sindacati, sul tavolo anche le dimissioni del commissario


TARANTO – Faccia a faccia di fuoco tra il commissario Ilva, Bondi, ed i sindacati. Per il ‘risanatore’, il caso Riva Acciaio rende impossibile andare avanti: serve una svolta, tramite decreto. Sul tavolo anche l’ipotesi delle dimissioni, mentre a Verona in 2.000 sfilano per le strade della città chiedendo lo sblocco. Ma in tarda mattinata sembra aprirsi uno spiraglio.

Sarebbe pronto infatti il decreto per l’acciaio. Cinque articoli per sbloccare l'attività degli impianti di Riva Acciaio e per salvaguardare anche le controllate e collegate dell'Ilva, sotto l’ombrello di ‘ulteriori disposizioni urgenti a tutela di imprese d'interesse strategico nazionale’: si valuta in queste ore quando portarlo al Consiglio dei ministri.


Lo Sviluppo economico preme per un varo a stretto giro (il ministro Zanonato aveva previsto l'approdo al Cdm già ieri); in realtà ci sarebbero ancora valutazioni in corso, il nodo dovrebbe sciogliersi in queste ore. Forse in serata il consiglio dei ministri, se si limerà qualche resistenza del Pdl. Con una norma di carattere generale, che modifica l'articolo 53 della ‘legge 231’ sulla responsabilità amministrativa delle società, si dispone che, nel caso in cui il sequestro preventivo abbia come oggetto società, aziende, beni (compresi titoli) e quote azionarie e liquidità anche in deposito, l'organo di nomina giudiziale ne deve consentire l'utilizzo e la gestione agli organi societari.

E’ lo stesso custode giudiziale che dovrà poi esercitare i necessari poteri di vigilanza. Con la nomina del custode, prosegue il Dl, si intendono eseguiti e rispettati gli adempimenti previsti dal codice di procedura penale. A questo si aggiunge una norma di carattere speciale: solo nel caso in cui l'attività di impresa non sia concretamente e oggettivamente perseguibile, il custode deve provvedere alla liquidazione dell'oggetto del sequestro e alla destinazione dei relativi ricavi al Fondo di giustizia. L'ultimo comma dell'articolo 4 stabilisce la retroattività. Gli altri articoli del Dl rispondono a una precisa richiesta fatta dal commissario Bondi durante un vertice riservato che si è svolto la scorsa settimana a Palazzo Chigi.

Peacelink Taranto infine invierà  un nuovo video alla Commissione europea, nel quale si documentano emissioni diffuse e fuggitive dallo stabilimento Ilva. Nei giorni scorsi la Commissione europea ha minacciato sanzioni nei confronti dell'Italia per le emissioni dall'Ilva.

Giovedì la procedura d’infrazione potrebbe essere ufficializzata.

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