21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 06:50:10

Cronaca

No al decreto, tanti dubbi. E Riva riapre al Nord

A Taranto perplessità dei sindacati dopo che è stato fermato il provvedimento chiesto dal commissario Bondi


E’ ripresa questa mattina l'attività negli stabilimenti Riva Acciaio a Lesegno in provincia di Cuneo, a Caronno Pertusella, ad Annone Brianza, a Verona, e nei laminatoi di Cerveno, Malonno e Sellero in Val Camonica, in provincia di Brescia. In alcuni stabilimenti permane qualche criticità di tipo burocratico, ma il riavvio – assicurano dalle aziende – dovrebbe comunque essere assicurato entro la fine della giornata.

Lo sblocco dell'operatività degli impianti (i circa 1.400 dipendenti erano stati messi in libertà venti giorni fa dopo il provvedimento di sequestro della procura di Taranto) si è reso possibile dopo l'ultimo confronto, venerdì scorso, tra la famiglia Riva e il ministero dello Sviluppo, Flavio Zanonato.


I singoli territori stanno ora stabilimento le modalità del riavvio, insieme alla gestione degli eventuali ammortizzatori e in generale dell'organizzazione del lavoro dopo lo stop. "Il lavoro in Val Camonica è ripreso – conferma Laura Valgiovio della Fim di Brescia -, mercoledì abbiamo fissato un vertice per fare il punto della situazione".

A Taranto, invece, i sindacati non nascondono qualche perplessità, visto che il decreto avrebbe messo ancor più in sicurezza l’acciaieria ionica.

Proprio il commissario Ilva Bondi, del resto, si era speso per il provvedimento, poi bocciato.

Intanto, ieri il segretario nazionale dell’associazione nazionale magistrati, Maurizio Carbone, ha difeso l’operato della Procura, costretta a intervenire – ha detto – anche per l’inazione della politica.

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