23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

Vestas dà l’addio a Taranto. Chiude lo stabilimento

In tarda serata la comunicazione ai segretari dei metalmeccanici. Operai in assemblea permanente


La comunicazione arriva telefonicamente, in tarda serata. E raggiunge i segretari generali di Fim Fiom e Uilm.

La Vestas Nacelles, il cuore tarantino della società danese dell’energia eolica, chiude la sede ionica. Per 147 dipendenti (da ieri in cassa integrazione per 13 settimane), significa il lavoro che sfuma. E stamattina davanti ai cancelli di via Ariosto, ai Tamburi, sono raggruppati tutti quegli operai che da un giorno all’altro hanno visto precipitare paurosamente la situazione.

In assemblea permanente davanti alla sede di quella che è stata per anni  – la Vestas approda a Taranto negli anni ‘90 – la loro fabbrica. 


“E’ chiaro che noi ora dobbiamo affrontare il problema, cercare una soluzione” dichiara stamattina il segretario della Uilm, Antonio Talò. “L’ultima commessa in essere terminava in questi giorni. Gli operai hanno lavorato agosto e settembre, e con loro anche un gruppo di interinali. Il lavoro è finito. I lavoratori erano in cassa integrazione dopo l’accordo di metà settembre”.

Che le commesse si stessero esaurendo non era un segreto. Mentre, “la sorpresa è che pur essendo in essere la cassa integrazione la società comunica che non avendo visibilità futura decide di chiudere il sito di Taranto aprendo la procedura di licenziamento collettivo”.

L’aspetto tecnico è tutto da chiarire. Ma, intanto, il segretario Uilm ricorda “Avevamo chiesto in tempi non sospetti al ministero per lo sviluppo economico una riunione. Era il 29 maggio. E già avevamo il sentore che le cose potessero precipitare. Quella riunione non ci è stata concessa. E in questi giorni sembra difficile poter avere una interlocuzione col Governo”.

Quel che è certo è che da oggi si apre un percorso di mobilitazione. La prima preoccupazione sarà mantenere in piedi la “cassa”. La procedura annunciata dalla società dovrà concludersi entro il 31 dicembre. Oggi i lavoratori stanno dietro la porta dell’azienda. Immediata la reazione sindacale “Abbiamo già detto come la pensiamo: quella di chiudere è una decisione che ci sembra precipitosa. Non deve essere la chiusura” dice Talò specificando anche come la Vestas a Taranto ha tre stabilimenti che fanno capo alla società madre.

Si tratta della Vestas Nacelles che produce navicelle, poi c’è la Vestas Blade (“Almeno per adesso – dice il segretario Uilm – non verrà intaccata dalla decisione”) e la Vestas Italia con sede a San Giorgio e che fa servizi di manutenzione (“anche una parte di loro verrà toccata dalle ultime decisioni”) . I metalmeccanici si stanno organizzando per un percorso di mobilitazione con la richiesta di “esplorare tutte le strade prima di formalizzare la decisione che crea scompiglio in 150 famiglie”.

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