21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 16:41:48

Cronaca

“Con le Zone franche urbane riparte l’economia”

Intervista all’esperto, il dottor Marcello Carone


“Le imprese che avranno la fortuna di accedere alle agevolazioni previste dalle Zone franche potranno continuare a vivere, nonostante il momento tragico per l’economia”.

Dopo la retromarcia di Governo e Regione, Taranto torna in campo per le Zone franche. La circolare del ministero dello Sviluppo Economico allarga le agevolazioni fiscali, per le imprese che decideranno di insediarsi in una delle Zone franche, ad undici comuni pugliesi: Andria, Barletta, Foggia, Lecce, Lucera, Manduria, Manfredonia, Molfetta, San Severo, Santeramo in Colle e Taranto.

Sull’argomento abbiamo intervistato il dottore commercialista Marcello Carone, esperto in materia di Zfu.

Presto, la Zona franca tarantina sarà realtà. Quali saranno i prossimi step?
“Il ministero, così come si evince dalla circolare, dovrà stilare un decreto integrativo dedicato alle città pugliesi. Tutto, ovviamente, sarà legato ad una eventuale crisi di Governo”.


Quindi, salvo imprevisti, ci troviamo al cospetto di una svolta storica per il nostro territorio. Ma nessuno, dal mondo politico ed Istituzionale, ha commentato il cambio di passo del ministero che segue quello della Regione. Si aspettava questa… assenza?
“Sono rimasto basito dal disimpegno di tutta la classe politica-istituzionale. Per assurdo sono state le forze sociali, come ad esempio la Confcommercio di Taranto, ad intervenire a più riprese sull’argomento. Per il resto ho notato molto disinteresse”.

Quali effetti provocherà, in termini pratici, l’avvento delle Zone franche?
“In questo momento tragico, le imprese che avranno la fortuna di accedere alle agevolazioni potranno continuare a vivere. Significa poter continuare a fare impresa”.

Certo, ma di quali “agevolazioni” stiamo parlando?
“Le agevolazioni toccano soprattutto il pagamento dei contributi dei lavoratori. Ci sarebbero anche delle agevolazioni sul pagamento delle tasse ma la maggior parte delle aziende sono in perdita, quindi…”.

E riguardo alla ripartizione dei fondi destinati alle città pugliesi?
“E’ tutta da verificare, anche in considerazione dell’indice di disagio di ciascuna città”.

Per Taranto, l’area che sarà oggetto di Zona franca resterà quella compresa tra i quartieri Tamburi, Croce, Porta Napoli e Paolo VI? O potrà cambiare?
“Le aree fanno parte di una istanza presentata nel 2008. Tutto resterà immutato”.

Quali imprese potranno accedere alla misura? Solo le “nuove nate”?
“La misura è aperta a tutte le imprese che al momento della presentazione dell’istanza siano iscritte al registro delle imprese”.

Quindi una azienda che ha sede in un altro comune, per accedere alle agevolazioni, potrà spostarsi nella Zona franca?
“Sì. Ovviamente deve rispettare dei criteri. Ad esempio, deve occupare il 30% dei propri dipendenti con residenti della Zona franca”.
 

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