16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 07:01:57

Cronaca

Vestas ‘molla’. I lavoratori no. Sit-in di protesta

L’azienda: “Si chiude il prossimo 30 dicembre”


“Vestas chiude lo stabilimento per l’assemblaggio di navicelle a Taranto.  Per adeguare la produzione alla domanda del mercato, la direzione esecutiva di Vestas ha intenzione di chiudere lo stabilimento per l’assemblaggio di navicelle a Taranto. Le negoziazioni con le rappresentanze locali dei dipendenti inizieranno quanto prima” è il cuore del comunicato stampa inviato stamattina dalla multinazionale dell’eolico.

“Ieri mattina, i dipendenti dello stabilimento per l’assemblaggio di navicelle di Taranto sono stati informati della decisione di Vestas di chiudere la fabbrica come parte dell’adeguamento della capacità produttiva globale di Vestas” recita il comunicato.


“Siamo profondamente rammaricati di dover chiudere lo stabilimento produttivo a Taranto. Tuttavia, adeguare l’organizzazione produttiva globale di Vestas con le condizioni di mercato è un prerequisito necessario perché Vestas possa continuare ad essere competitiva” ha dichiarato Jean-Marc Lechêne, Chief Operating Officer di Vestas. “I 120 dipendenti saranno impattati dalla chiusura dello stabilimento di produzione. Le negoziazioni con i rappresentanti sindacali e con le autorità saranno iniziate quanto prima”.

E , intanto, stamattina la fabbrica continua ad essere presidiata dai lavoratori che, fuori ai cancelli d via Ariosto, hanno deciso di dar vita ad un sit-in ad oltranza. Il presidio è scattato ieri, all’indomani della comunicazione che, via telefono, ha raggiunto lunedì sera i segretari generali dei metalmeccanici nel giorno in cui partivano le 13 settimane di cassa integrazione. La multinazionale dell’eolico ha deciso di chiudere la sede di Taranto.

E si apre il baratro per i lavoratori. Saranno in presidio fino a venerdì, quando, per le 14, presso il Ministero dello sviluppo economico, è stato convocato un incontro con i sindacati che hanno organizzato due pullman da Taranto. A Roma ci saranno anche gli operai. “E’ la prima volta che si licenzia telefonicamente, è un’assurdità tutta italiana” tuona Piero Berrettini (Fim Cisl) al fianco dei lavoratori .

Fuori dai cancelli, le bandiere Dei tre stabilimenti nati in riva allo Ionio, quello per il quale è stata annunciata la chiusura è la Vestas Nacelles (120 dipendenti a tempo indeterminato più 27 a tempo determinato). Come spiegato ieri dal segretario Uilm, la Vestas Blade (150 dipendenti) almeno per il momento non viene intaccata dalla decisione come la Vestas Italia (120 unità) che, con sede a San Giorgio, si occupa della manutenzione.

Dopo l’annuncio via telefono, stamattina alle segreterie dei metalmeccanici è arrivata la famosa raccomandata con ricevuta di ritorno. Partono così i 75 giorni che separano dalla chiusura della procedura. “Nella lettera, l’azienda conferma la chiusura, dal 30 dicembre, del sito tarantino” fa sapere Mimmo Panarelli (fim Cisl). Ieri, invece, i lavoratori hanno ricevuto la lettera con la quale vengono informati che sono stati messi in mobilità. I sindacati ‘se la giocheranno’.

E, intanto, è polemica sulla decisione presa dalla società danese: “La loro intenzione è quella di spostarsi a Leòn, in Spagna, almeno questo è quanto si apprende attraverso il passaparola tra i lavoratori. Lì sposterebbero la produzione della navicella V112, tecnologicamente più avanzata e la V90 che si produceva a Taranto”. In attesa del vertice a Roma, il clima è incandescente: “Le nostre richieste al ministero?” spiega Berrettini “Saranno quelle di tenere lo stabilimento in vita. Parliamo di un sito produttivo, per ben 13 anni è stato uno stabilimento attivo che ha prodotto risorse fresche, il famoso pil che però è andato in Danimarca. La ricchezza prodotta in Italia è volata all’estero. Vestas ha usufruito di tutto ciò che l’Italia e la Puglia hanno messo a disposizione in fatto di agevolazioni per le energie alternative. Abbiamo dato soldi agli stranieri che ora ci lasciato il cerino in mano. L’Italia e la Puglia hanno investito in energie alternative ed è ora che Vendola pensi che con tutti i soldi a messi a disposizione, stiamo facendo chiudere la Vestas”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche