28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca

I commercianti: “L’Iva? E’ solo la batosta finale”

La reazione dei negozianti all'ennesimo aumento delle imposte


TARANTO – “L’Iva aumenta … e noi vi facciamo lo sconto… ”, invita lo stato su Facebook della boutique Claudelle.

Dietro le vetrine e i sorrisi dei commercianti del borgo c’è la voglia di andare avanti, ma ciò che li accomuna è la paura di non farcela.

L’aumento dell’Iva al 22% è solo l’ultimo di una serie di ostacoli che rendono ogni giorno più difficile mandare avanti un’attività.


“L’aumento dell’Iva è giustificato solo nel caso in cui aumentino i servizi e la qualità della vita – sostiene Elena Carone, titolare di Claudelle – e questo non mi sembra il caso dell’Italia. Se lottassimo contro l’abusivismo, una delle conseguenze naturali di queste scelte, forse potremmo evitare l’aumento dell’Iva. Noi non aumenteremo il prezzo dei nostri prodotti per non danneggiare ulteriormente il consumatore, anche se questo comporterà nuovi sacrifici”.

L’aumento dell’Iva potrebbe creare un blocco psicologico da parte dei consumatori, secondo Alfredo Spagnoletti , titolare della gioielleria: “I prezzi resteranno invariati. Il problema è più un fattore psicologico, perché la gente probabilmente comprerà ancora meno. Non credo che il problema economico dipenda da questo ma è una delle tante cose che messe insieme creano uno sfacelo”.

Eppure c’è chi ha già notato una differenza in questi primi giorni di ottobre, come afferma Francesco Petraro, amministratore di Ellittica, concessionaria Wind di Taranto: “Le conseguenze di questo aumento si vedono in termini di ingressi nei negozi, dall’1 ottobre sembra sia arrivata un’epidemia. I prezzi ai clienti non cambieranno, solo per i soggetti con partita Iva ci sarà un aumento dell’1%, pari all’imposta.

Vedremo fino a quando riusciremo a pagare gli stipendi…”.

La crisi sembra aver colpito anche i più piccoli, come racconta Adriana Bari, proprietaria insieme ai fratelli del negozio giocattoli Francesco Bari (nella foto il fratello Carmine Bari): “L’aumento dell’Iva è una nuova batosta per i commercianti. Per il momento cercheremo di non aumentare i costi, ma in seguito credo che sarà necessario. Siamo già in un momento di crisi, adesso si pensa a risparmiare anche negli acquisti per i bambini. Questo negozio è centenario, ma non ha mai visto una crisi come questa”.

In questo aumento a rimetterci sarebbero quindi i commercianti, come evidenzia Angelo Drivio di Latticini Moro: “C’è crisi e dobbiamo contenere i prezzi per i clienti, come abbiamo fatto quando l’aliquota è passata dal 20 al 21% e anche questa volta ci rimetteremo noi. E’ un punto percentuale, è solo una goccia nel mare, ma tante gocce creano un oceano”.

Un mercato sempre più in difficoltà anche secondo Saverio Gusmano, proprietario de La Bottega dei Sapori: “C’è già la crisi, questo blocca ulteriormente il mercato.

Aumentando l’Iva aumenteranno anche i prodotti, come le bevande alcoliche e gassate”. I negozianti sono pronti a rimediare gli errori del governo, come sottolinea Linda De Fazio, titolare della Casa del disco: “Noi cercheremo di rimediare a quello che sta proponendo il governo non aumentando il costo dei prodotti. Il mercato sta andando male e non possiamo permetterci il lusso di praticare un aumento. Stiamo lavorando sperando che nel futuro andrà meglio. Il mercato è già fermo, c’è poca gente in giro.

E’ evidente che la gente è scoraggiata e non esce più da casa”.

Emerge un commercio fatto a brandelli dallo Stato. Debora De Lorenzo, titolare di Delivery 35 afferma: “Ci vorrebbe una rivoluzione, dovremmo ribellarci tutti, il commercio è stato devastato”.

Il fisco pesa anche per Daniele Valente, titolare di Sneakers 76: “ Abbiamo deciso di non aumentare i prezzi per venire incontro al consumatore, ma per noi commercianti è l’ennesima tassa sul lavoro che stiamo svolgendo. La pressione fiscale è troppo alta”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche