23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

Più poteri al commissario. Ma per l’Ilva spunta Gavio

Il caso del siderurgico torna nei palazzi romani, tra politica ed economia


Mentre il subcommissario Edo Ronchi spiega che per l’Aia all’Ilva “ci sono quattro cantieri ancora fermi e la Conferenza dei Servizi con gli enti locali interessati, che si terrà  il 21 ottobre prossimo, nella mia previsione non sarà  risolutiva”, il caso del siderurgico torna nei palazzi romani, tra politica ed economia.

Con un’indiscrezione clamorosa: Il Gruppo Gavio pronto a entrare nell’Ilva. Lo ha dichiarato a La Repubblica Beniamino Gavio, erede dello scomparso patriarca Marcellino: “Ecco, quella dell’Ilva è una sfida che mi sento di affrontare. Per questo sto pensando di associare banche e imprenditori per mettere a punto una cordata che possa rilevare il gruppo. Si deve operare nel pieno rispetto delle più rigide norme di tutela ambientale, ma se questi parametri vengono rispettati, allora non c’è alcun motivo di fermare la produzione”, ha aggiunto.


In queste settimane il commissario Bondi, sta ultimando il piano industriale del gruppo siderurgico. “Quello che sta facendo il commissario è un lavoro importante – ha commentato Gavio – mi auguro solo che, alla fine, non finisca come accaduto con Parmalat, rilevata dai francesi di Lactalis. Ecco, proprio per questo ritengo che le migliori risorse imprenditoriali italiane e il sistema creditizio debbano unirsi per intervenire e garantire un futuro italiano all’Ilva”. Oggi intanto nell’aula del Senato torna, per la discussione degli emendamenti cui seguirà il voto finale, il testo sulla p.a., e due emendamenti interessano l’Ilva. Il primo interviene sulla legge 89 del 3 agosto scorso, quella sui siti di interesse strategico nazionale che ha fatto scattare il commissariamento: “Al commissario è attribuito il potere di redigere e approvare il bilancio di esercizio e, laddove applicabile, il bilancio consolidato dell’impresa soggetta a commissariamento”.

L’altro emendamento, invece, interviene con due commi sia sulla legge 89 del 2013 che sulla legge 231 del 2012, quest’ultima relativa alla prosecuzione dell’attività produttiva dell’Ilva di Taranto. L’articolo 3, comma 3, della legge 231, precisa l’emendamento del Senato, “si interpreta nel senso che per beni dell’impresa si devono intendere anche le partecipazioni dirette e indirette in altre imprese, nonchè i cespiti aziendali alle stesse facenti capo”. Per la legge 89, invece, l’articolo 1, comma 3, “si interpreta – recita l’emendamento del Senato – nel senso che, ferma restando la legittimazione del commissario straordinario a gestire e disporre delle linee di credito dei finanziamenti, la titolarità dei medesimi resta in capo all’impresa commis-sariata”.

Paladino del nuovo provvedimento è lo stesso commissario Bondi, che chiede, di fatto, più poteri rispetto a quelli che ha oggi. Ronchi invece, a margine della conferenza stampa di presentazione degli Stati generali della green economy, ha detto che “puntiamo su una norma che avvii una Conferenza dei Servizi rafforzata, che consenta di accelerare le procedure. Per fare questo serve una norma di legge”. Ad essere fermi, ha spiegato il subcommissario, sono “quattro cantieri per i quali ci sono altrettante richieste di autorizzazione che sono ferme, si chiede una verifica di assoggettabilità alla Via, secondo me certamente non dovuta”. I tempi? “Speriamo presto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche