23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 11:00:13

Cronaca

Il presidente dei metalmeccanici di Confindustria: “Ilva, sì a Gavio”

Pietro Lacaita: “Interessato all’azienda? E’ un imprenditore d’alto profilo. Affiancarlo? Magari”


“Parliamo di un tema delicato, che va approfondito con tempi e modi giusti. E’ chiaro però che Beniamino Gavio è un imprenditore di alto profilo, ed una figura di assoluto rilievo”.

E’ il presidente della sezione metalmeccanica di Confindustria, Pietro Lacaita, a commentare la notizia dell’interesse del Gruppo Gavio per l’Ilva.


Lo ha dichiarato a La Repubblica Beniamino Gavio (nella foto) erede dello scomparso patriarca Marcellino: “Ecco, quella dell’Ilva è una sfida che mi sento di affrontare. Per questo sto pensando di associare banche e imprenditori per mettere a punto una cordata che possa rilevare il gruppo. Si deve operare nel pieno rispetto delle più rigide norme di tutela ambientale, ma se questi parametri vengono rispettati, allora non c’è alcun motivo di fermare la produzione”, ha aggiunto.

In queste settimane il commissario Bondi, sta ultimando il piano industriale del gruppo siderurgico. “Quello che sta facendo il commissario è un lavoro importante – ha commentato Gavio – mi auguro solo che, alla fine, non finisca come accaduto con Parmalat, rilevata dai francesi di Lactalis. Ecco, proprio per questo ritengo che le migliori risorse imprenditoriali italiane e il sistema creditizio debbano unirsi per intervenire e garantire un futuro italiano all’Ilva”.

“Beniamino Gavio ha assolutamente ragione quando dice che l’Ilva deve restare italiana” dice Lacaita. “Stiamo svendendo il patrimonio del Paese, dai grandi marchi agli asset industriali, con tutti i rischi che questo comporta”.

Ma se l’ipotesi-Gavio dovesse prendere consistenza, le imprese locali saprebbero rispondere ad una ‘chiamata’, finalizzata ad offrire supporto all’imprenditore piemontese? “Affiancare Gavio? Magari. Taranto è una città industriale, ed un’eventualità di questo genere sarebbe utilissima per fare quel salto di qualità che ci serve a livello proprio di cultura d’impresa e industriale”.
 

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