Cronaca

I pm: “Equitalia, è usura”. Pronti esposti anche a Taranto

I magistrati di Roma aprono un’inchiesta sull’agenzia di riscossione. Consumatori sul piede di guerra


Roma chiama, Taranto risponde. Sembra destinata ad arrivare sino alla provincia ionica l’onda lunga dell’inchiesta della Procura romana per usura a carico di Equitalia. 

Al momento non ci sono indagati ma, a seguito di una denuncia trasmessa per competenza dagli uffici giudiziari di Torino, il pm Edoardo De Santis ha disposto una consulenza sui tassi applicati dalla spa di via Grezar sulle somme dovute da una imprenditrice. Che, da 1.2 milioni di euro di tasse e contributi non versati è arrivata a sentirsene chiedere oltre 1.7.

Un rincaro che, secondo la perizia allegata alla denuncia, configura un superamento della soglia degli interessi da usura indicata sulla Gazzetta Ufficiale.


Le associazioni dei consumatori hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile; ma il caso è davvero solo la punta dell’iceberg.

“Abbiamo già pronti degli esposti che presenteremo alle procure di Taranto, Brindisi e Lecce” spiega Antonio Pepe di Noiconsut. “La nostra proposta, già depositata al Ministero, è quella di una moratoria di un anno per le cartelle Equitalia, per reimpiantare il sistema del calcolo che così com’è presenta elementi di usura ed anatocismo (gli interessi sugli interessi)”. Federitalia sta conducendo battaglie in tutta Italia contro la società presieduta da Attilio Befera ed i presunti indebiti rincari accumulati sotto la voce ‘sanzioni e anatocismo’.

Più articolata la posizione di Maria Antonietta Brigida, da poco ai vertici di Federconsumatori Taranto. “Equitalia serve, perchè il recupero dell’evasione fiscale è fondamentale e anche per giustizia di chi ha le trattenute alla fonte. E’ una questione di metodo, semmai. Più che di illeciti da parte di Equitalia, bisogna parlare di modi di fare – lettere, ingiunzioni – che suonano come minacce ai contribuenti. Ecco, questo va cambiato”. Per Domenico Votano dell’Adoc Taranto “sulla questione Equitalia è necessario fare chiarezza. Abbiamo fiducia nel lavoro dei magistrati, però la stessa azienda, e la politica, avrebbero dovuto muoversi prima. A Taranto la situazione è pesante”.

Il Codacons di Taranto parla di un’iniziativa molto valida, da parte dei magistrati, e aggiunge: “Come sportello Tributi abbiamo sempre contestato davanti alle commissioni tributarie finanche la legittimità di Equitalia e il suo diritto ad agire come agente di riscossione; per legge, infatti, nel passaggio tra Equitalia Pragma spa e Equitalia Sud spa la prima avrebbe dovuto conservare parte delle quote di partecipazione. Cosa che non è avvenuta. Per cui, a nostro avviso, Equitalia non è legittimata in virtù di questa carenza in ordine alla nascita stessa di Equitalia Sud. Per quanto riguarda l’inchiesta, Equitalia è l’agente operativo dell’Agenzia delle Entrate ma assistiamo ad una situazione anomala nella quale si è creato un capitale immobiliare notevole sulla pelle delle persone. Noi riteniamo  invece che l’agente di riscossione debba essere a servizio dello Stato e non creare patrimonio immobiliare, cioè arricchirsi. Di conseguenza riteniamo eccessivi gli interessi, le sanzioni e gli aggi applicati”.

Ed Equitalia, messa sott’accusa, come replica? In riferimento all’inchiesta, l’azienda sottolinea come “le denunce di usura nei confronti della società sono del tutto pretestuose e infondate. Innanzitutto perché Equitalia non concede prestiti, requisito per il reato di usura, ma riscuote tributi. E poi perché l'ammontare di interessi, sanzioni e aggio è stabilito dal legislatore”. Il faldone è uno dei primi, se non il primo in assoluto, a trasformarsi in inchiesta della Procura capitolina. Un eventuale giudizio sfavorevole a Equitalia avrebbe un prevedibile effetto domino. Con tutte le conseguenze immaginabili.   

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