26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

L’ultima vittima del nubifragio, ritrovato l’infermiere

Il corpo di Pino Bianculli era sommerso dal fango in un tendone a due chilometri da dove era stata rinvenuta l’auto. Al suo fianco un cane


GINOSA – L’epilogo sembrava scontato, ma fino a stamattina c’era chi ancora sperava di ritrovare vivo Pino Bianculli (nella foto).

L’infermiere di 25 anni, residente a Montescaglioso, ma dipendente di una clinica a Ginosa Marina, è stato trovato stamattina, poco dopo le 10, in un tendone alla periferia di Ginosa, in contrada Pantano.

Il suo corpo, sommerso sotto circa 5 metri di arbusti e fango, era ad  un paio di chilometri di distanza dal luogo in cui era invece stata ritrovata subito la sua auto. L’acqua deve aver trascinato via il suo corpo che si è fermato in quel tendone dove, probabilmente, da quel terribile lunedì un cane lo ha ritrovato e da allora non se ne è più allontanato.


E’ stato lui, infatti, ad attirare l’attenzione di quanti stavano cercando Pino. Tra loro c’era anche padre del ragazzo.

Sul posto mezzi meccanici per scavare.

Scene agghiaccianti e di dolore che fanno il paio con quelle dei giorni scorsi quando sono stati ritrovati nel fango i corpi di Rossella Pignalosa, 32 anni; Chiara Moramarco 27 anni e Giuseppe Bari 32 anni.

Pino Bianculli era l’ultimo dei dispersi. Pare che, al momento del nubifragio, stesse tornando a casa dopo il lavoro. Percorrendo la Basentana, però, è stato fatto deviare su un’altra strada di campagna perchè il tragitto che abitualmente percorreva era occupato dall’acqua. Qualcuno racconta di averlo visto su quella strada di campagna dove, però, l’acqua lo deve aver colto all’improvviso e trascinato via. Fino a quel tendone. Fino alla morte.

Una tragedia nella tragedia, perchè Ginosa è un paese distrutto. Devastato dalla furia del fango che ha smantellato case, strade, vigneti e tutto quanto ha incontrato sulla sua via. Un paese che vive nel lutto. Dopo i funerali di ieri celebrati per Rossella, si piange per i due coniugi Chiara e Giuseppe, ed ora anche per Pino. Tutti giovanissimi che hanno perso la vita in un modo terribile su cui ora occorre interrogarsi immediatamente. Occorre interrogarsi sul perchè l’area della gravina ionico-lucana è continuamente a rischio.

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