16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 07:01:57

Cronaca

Il drammatico racconto: “Siamo vivi per miracolo”

La famiglia Mangialardo ha perso tutto. Il piccolo Gianluca che proprio oggi compie 8 anni non ha più zaino, libri e quaderni


GINOSA – “Abbiamo visto la morte in faccia. Quando stava arrivando la bomba di acqua, fango e detriti abbiamo solo avuto il tempo di avvisare il nostro vicino che stava dormendo e di metterci in salvo sul ponte”.

Debora Giannuzzi,  32 anni, racconta i momenti drammatici vissuti lunedì sera nella sua abitazione che è situata sotto il ponte San Leonardo. Case spazzate via e auto volate come fuscelli. Debora, suo marito Michele Mangialardo di 35 anni e il loro figlioletto Gianluca, di otto, ora sono ospiti in una casa famiglia. “Abbiamo perso tutto – racconta Debora-  appartamento, mobili, due macchine. Il mio piccino che proprio oggi compie gli anni non ha più zaino, libri, quaderni. Spero che qualche angelo ci possa aiutare a tornare ad una vita normale”.

Una notte da incubo in cui la giovane coppia è riuscita a salvare anche il loro amato cane, un pinscher di nome Perla.  “ Non riuscivamo a trovarla – dice- perchè la nostra cagnolina per la paura si era nascosta sotto il divano. Nonostante tutto siamo riusciti a portarla in salvo. Abito qui da dieci anni ma non ho mai visto un disastro simile. Altre volte con il nubifragio l’acqua nel canale si era fatta minacciosa ma non aveva mai buttato giù case e portato via macchine”.

Debora ha perso la sua auto, una Fiat  600, suo marito una Opel Astra . “Le nostre vetture sono sepolte sotto i detriti – aggiunge –  ma anche quella del nostro vicino è stata distrutta. Senza casa è rimasta anche una mia  parente che abita dall’altra parte del ponte, un’altra zona che è stata devastata dall’alluvione”. Debora ha carattere, con  grande dignità parla del dramma che ha colpito la sua famiglia e chiede solo che le istituzioni facciano la loro parte nell’aiutare tutti i compaesani che, come lei, hanno perso tutto quello che avevano costruito in tanti anni di sacrifici . “Stiamo spalando fango da ore- racconta- e ho ancora negli occhi quella maledetta onda nera che sembrava bussasse alla nostra porta”.

(1- continua domani)

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