19 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Cronaca

La Falcone è chiusa, scoppia il caos: 500 bambini a casa

L’ordinanza dei vigili: il plesso è inagibile. Stamattina protesta delle mamme ai cancelli


“Dal 10 ottobre 2013 e fino a comunicazione del Comune di Taranto le attività didattiche della scuola primaria e dell’infanzia del plesso Falcone sono sospese”. Il cartello con l’avviso viene affisso stamattina ai cancelli della scuola di Paolo VI dove, assiepate con i bambini e i carrozzini, ci sono le mamme. Allarmate per gli eventi degli ultimi giorni, le famiglie del quartiere si sono riunite davanti scuola. A gran voce invocano sicurezza per i loro figli e chiedono di sapere per quanti giorni ancora dovranno tenerli a casa. Un interrogativo che almeno per ora – e fino a quando non arriveranno le comunicazioni sui lavori – resta senza risposta.


Sono appunto le risposte che le mamme cercano. Il sopralluogo nella scuola elementare e materna scatta martedì, all’indomani della pioggia.

Si parla di infiltrazioni, ma l’unica certezza è l’ordinanza di inagibilità firmata dai vigili del fuoco e notificata a questura e polizia municipale stamattina. Tra le mamme si dice che le bidelle hanno raccolto anche acqua nelle classi. Fatto sta che da due giorni i bambini non entrano. Non possono entrare. Il pellegrinaggio dei genitori davanti a scuola è iniziato ieri. E stamattina si cercano rassicurazioni.

“Nessuno ci sa dire quando iniziano questi lavori. Nè si è affacciato nessuno del Comune. Ci sono 500 bambini a casa e nessuno sa darci risposte”. Tra le mamme fermenta il malumore. Sul posto arrivano anche le forze dell’ordine. C’è confusione. Ci sono bambini ‘incollati’ ai cancelli, i più piccoli nei passeggini che spiccano tra la calca di genitori in comprensibile apprensione. “Il primo nostro pensiero è la sicurezza dei bambini. Perché non si deve aspettare che accada qualcosa di grave prima di intervenire” ci confida una mamma la cui bambina è in seconda elementare. “Interventi del genere, i controlli sui terrazzi, si fanno d’estate”.

In mancanza di voci ufficiali – e con la scuola diretta da un vicario – le notizie viaggiano attraverso un febbrile passaparola. Il primo interrogativo è sui lavori. Qualcuno ipotizza “sarà tutto fermo almeno fino a dicembre, perché non ci sono i soldi”. Il secondo pensiero è rivolto al presente. “A Paolo VI non ci sembra ci sia una struttura in grado di ospitare i bambini in via temporanea. Si era accennato alla Ungaretti, ma anche lì ci risulta ci siano problemi. E, intanto, i bambini che faranno? Non ce l’hanno saputo spiegare”. In mattinata arriva il cartello. E’ perentorio, la scuola resta chiusa, le lezioni sospese. A casa si torna con mille dubbi ancora da sciogliere e senza aver capito per quanto ai bambini sarà negato il diritto all’istruzione.

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