24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

Aeroporto dimenticato, Taranto umiliata

Albisinni accusa. Attacca Seap: “Città isolata dal mondo”


L’avvocato Luigi Albisinni non molla. Anzi raddoppia.  Stamattina in una conferenza stampa tenutasi presso l’hotel Delfino (nella foto in alto dello studio Renato Ingenito è con Valentino Gennarini) il presidente del movimento Taranto C’è, affiancato da Michele Lisi, ha annunciato nuove azioni in difesa del diritto dei tarantini a volare da Grottaglie.

Dopo il ricorso presentato, infatti, Albisinni prepara le carte per una diffida nei confronti dell’Enac.


“Purtroppo ancora una volta la magistratura dovrà sostituirsi alla politica. Presenteremo un esposto alla Procura per impugnare la convenzione con la quale, stranamente nello stesso giorno, ovvero il 6 marzo 2003, Aeroporti di Puglia, Enac e Ministero, hanno firmato il rinnovo quarantennale (fino al 2043) dell’affidamento in concessione della gestione totale degli aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto alla Seap Spa. Convenzione che nel 2002 concedeva alla società il sedime demaniale per la gestione dei quattro aeroporti pugliesi da esercitarsi, così è scritto, in conformità alle norme internazionali, comunitarie e nazionali che regolano il funzionamento degli aeroporti aperti al traffico civile e lo svolgimento dei servizi di assistenza a terra”.

In altre parole nella convenzione originaria erano previsti i voli civili che, però, da Grottaglie non sono mai partiti. “A tal proposito – ha ricordato anche Albisinni – erano stati stanziati dei fondi che, però, sono poi stati dirottati su altri scali. Fondi di Stato che c’erano e che sono spariti. Ma i tarantini hanno diritto di incassare quell’assegno. Purtroppo i politici hanno disatteso i principi fondamentali della costituzione che riconoscono a tutti pari dignità. Una dignità finora strappata ai tarantini da una politica baricentrista che non ha mai permesso alla provincia ionica di avere quanto gli spettava. Ritengo che la gente di Taranto sia stata umiliata, offesa e ferita e finalmente oggi inizia a rendersene conto ed ha il diritto di ottenere quanto gli spetta e quanto la cecità e la sordità della politica tarantina non ha concesso. Credo che i tarantini debbano avere coraggio a rivendicare la propria identità che è al pari di quella dei baresi e dei brindisini e come loro, quindi, hanno diritto ad un servizio, come può essere l’aeroporto Arlotta, dal quale dipendono lavoro e sviluppo di un intero territorio”.

Nel nuovo piano regionale dei trasporti l’Arlotta è destinato a scalo cargo. Così come lo era nel precedente. Ma del cargo non c’è ombra. Anche su questo Albisinni vuole andare a fondo. Intanto prepara la diffida con la quale chiede all’Enac di provvedere entro 90 giorni – “come previsto nel Ddl 198/2009 in materia di ricorsi per l’efficienza dei concessionari dei servizi pubblici” puntualizza l’avvocato – di porre fine alle omissioni e inadempienze. “Altrimenti – annuncia già – il movimento Taranto C’è presenterà ricorso al Tar”.

“Mi auguro di farlo con il sostegno di altre associazioni – chiosa – ma soprattutto con il sostegno dei cittadini”. Ai tarantini Albisinni chiede, infatti, di alzare la testa di iniziare a rivendicare i propri diritti ed in questa direzione già pensa ad una class action per il risarcimento del danno subito finora. “Dimostreremo che senza voli civili – spiega – Taranto e i tarantini non hanno potuto essere concorrenziali come i baresi o i brindisini”. Con cui, comunque, non intende entrare in collisione tant’è che suggerisce voli alternativi a quelli di linea per Roma e Milano che già alcuni anni fa furono proposti.

“Penso a nuove tratte che possano sfruttare – spiega – non solo in senso longitudinale la centralità mediterranea, ma offrano alternative valide per collegamenti turistici, commerciali ed industriali”. Alcuni esempi: Istambul-Taranto-Barcellona; Bucarest-Taranto-Algeri per il turismo; piuttosto che Catania-Taranto-Pisa pensando a La Spezia per la presenza militare nell’area ionica; oppure, guardando ai mercati, Monaco-Taranto-Londra o Berlino-Taranto-Londra.

“Gli esempi potrebbero essere tanti e infiniti – sottolinea Albisinni – e le compagnie potrebbero proporne ancora. Ma l’obiettivo deve essere quello di offrire rotte e prospettive che siano appetibili alle compagnie”.

Insomma volare dall’Arlotta, si può e si deve. Si può perché lo scalo è dotato di una delle piste più lunghe d’Italia. Si deve perchè i tarantini devono poter raggiungere facilmente il resto dell’Europa e del mondo. “Taranto è la terza città del Meridione” insiste Albisinni “non si può continuare a subire ingiustizie. Per questo invito i tarantini ad essere determinati ed a partecipare alla manifestazione del prossimo 26 ottobre che le associazioni nate in difesa dell’Arlotta stanno organizzando. Io ci sarò”.
 

1 Commento
  1. fra 2 anni ago
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    sono passati anni ,stagioni,sindaci ,tutto inutile ,Taranto rimane l’ultima ruota del carro.

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