29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

L’indagato ha un alibi: “Ero al ristorante con amici”

Delitto di Pulsano, sottoposto alla prova dello stube un 44enne pulsanese


TARANTO – “A quell’ora ero al ristorante con gli amici”. Ha fornito un alibi, durante un lungo interrogatorio, il 44enne pulsanese indagato per l’omicido di Martino Marangia.

L’uomo, assistito dall’avvocato Donato Salinari, è stato anche sottoposto alla prova dello stube che accerta se sulle mani ci siano tracce di polvere da sparo. 


Prova dello stube anche per un secondo sospettato, un 31enne di Faggiano, che è difeso dall’avvocato Federico Salinari. Movente dell’agguato potrebbe, quindi, essere  una vendetta legata ad una violenta rissa avvenuta dell’agosto del 2010  lungo la litoranea jonico- salentina e alla quale hanno partecipato cinque persone tra le quali la vittima e i due sospettati.

Intanto domattina il medico legale Marcello Chironi eseguirà l’autopsia che accerterà il numero di  colpi di pistola che hanno centrato il cinquantenne Martino Marangia, l’imprenditore edile ucciso lunedì sera davanti alla sua abitazione alla periferia di Pulsano, in contrada Rotondelle.

I killer hanno utilizzato una pistola 9X21.

La spietata esecuzione mentre la vittima stava scendendo dalla sua auto, una Seat.

Ad entrare in azione sarebbe stato un sicario che è poi è fuggito a bordo di un'altra vettura condotta da un complice.
Il 50enne è stato colpito su tutto il corpo. È rimasta illesa, invece, la sua compagna, che è accorsa poco dopo aver udito gli spari e ha subito dato l’allarme.

I carabinieri diretti dal comandante del Reparto operativo, tenente colonnello Giovanni Tamborrino e coordinati dal sostituto procuratore Daniela Putignano, hanno ascoltato anche la donna, alcuni familiari e gli altri protagonisti della violenta zuffa dell’agosto del 2010. In quella circostanza furono feriti a coltellate un quarantenne e un trentenne. Una terza persona fu colpita con una spranga di ferro.

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