20 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 07:42:14

Cronaca

Tutti i reparti e gli ospedali chiusi da Vendola

Dal Pal al piano di riordino ecco come la sanità tarantina è stata mortificata dalla Regione


TARANTO – Cinque anni di tagli nella sanità ionica.

L’amministrazione regionale guidata dal presidente Vendola ha ridotto all’osso la sanità provinciale attraverso le due distinte fasi del piano di riordino ospedaliero e di rientro della spesa sanitaria pugliese.

Nel 2010 il Pal, Piano di Attuazione locale che nel 2008 l’azienda sanitaria aveva preparato con sindacati e sindaci, dopo un lungo lavoro di concertazione e studio, è finito alle ortiche perchè il piano di riordino sanitario ha completamente sconvolto dati e prospettive. Ha di fatto ridotto i posti letto dai 1.536 del Pal, ai 1.046 attualmente attivi negli ospedali ionici che nel frattempo sono passati da otto a sei perchè, nel marzo del 2011, sono stati chiusi i nosocomi Matteo Pagliari di Massafra e Umberto I di Mottola.


Quest’ultimo, nel piano del 2010, era destinato a diventare centro di riabilitazione ma recentemente la Regione Puglia ha deliberato, con l’ok del sindaco di Mottola, la trasformazione di una fetta di quel nosocomio in ospedale per la cura e la custodia dei detenuti. E’ partita la mobilitazione dei rappresentanti locali.

Ma torniamo ai numeri.

Negli ultimi cinque anni il territorio ionico si è visto scippare ben 490 posti letto, mentre nove reparti sono stati chiusi e della chirurgia promessa nel piano di Vendola non c’è ancora ombra. Un esempio per tutti: la chirurgia oncologica al Moscati.

Nel dettaglio a Manduria, il Giannuzzi ha perso l’Oculistica, la Pediatria e l’Utic per un totale di 28 posti  letto. Stesso destino per il San Marco di Grottaglie dove le previsioni del Pal erano di 120 posti letto, trasformati nel 2010 in 100, ma al momento attivi solo 80. A Martina Franca sono stati chiusi i reparti di Oculistica, Oncologia e l’Utic. Sfumato, intanto, il progetto per un nuovo ospedale a vantaggio della vicina Monopoli. 

A Castellaneta il piano di riordino ha tagliato di fatto una trentina di posti letto, nonostante sia diventato, dopo la chiusura del Pagliari e dell’Umberto I, l’ospedale di riferimento dell’intero versante occidentale. Anche il polo ospedaliero tarantino, diviso tra SS. Annunziata e Moscati, ha subito tagli.

Una cinquantina di posti letto in meno. Ce ne sono 526 attivi rispetto ai 573 previsti nel 2010 e contro i  646 del Pal.  Nell’ultimo anno, inoltre, le strutture sanitarie della provincia ionica hanno visto venire meno anche una decina di primari che, andati in pensione o trasferiti, non sono ancora stati sostituiti. Insomma, la sanità tarantina ha subito uno smacco decisivo nell’ultimo quinquennio, lo stesso in cui i dati sulle malattie sono, invece, in salita. L’ennesimo schiaffo ad un territorio che ha le potenzialità per crescere, ma che una politica assente e controcorrente non fa decollare.

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