Cronaca

Anche da Taranto per il corteo. Quattro pullman verso la capitale

I lavoratori dell’Ilva aprono la manifestazione. Le iniziative di Cobas e Usb


C’è anche la Taranto delle emergenze occupazionali nello sciopero generale che va in scena oggi a Roma e proclamato dall’unione sindacale di base.

Per la manifestazione, con concentramento alle 10 in pazza della Repubblica, sono partiti ieri a mezzanotte da Taranto quattro bus organizzati da Usb e Cobas con i lavoratori: tra loro operai dell’Ilva, addetti alle pulizie nelle scuole statali, i lavoratori del cimitero e de l’Ancora insieme ai precari dell’indotto Eni.

Venerdì nero anche per il trasporto pubblico. “Lo Slai Cobas per il sindacato di classe” di Taranto partecipa alla giornata con le rivendicazioni di lavoro-salute -diritti- tutela del salario. Sempre dai Cobas ionici è arrivata la richiesta di incontro con il ministro del lavoro.


E in piazza, dietro lo striscione di apertura dei sindacati promotori, il corteo è stato aperto dal coordinamento dei migranti e rifugiati seguiti dai lavoratori Ilva di Taranto e dai Vigili del Fuoco in divisa.

Tornando alle rivendicazione della componente tarantina dei Cobas, “chiediamo che al problema sempre più vasto delle fabbriche in crisi non si risponda solo con gli ammortizzatori sociali” ha spiegato Margherita Calderazzi che ha guidato la delegazione. “Per i disoccupati, in particolare al Sud, occorre un intervento legislativo. Ci sono settori di attività assolutamente necessari che devono creare occupazione, come la raccolta differenziata”.

I Cobas chiedono anche “un piano di sostegno alle bonifiche ambientali per farne una risorsa lavorativa, in una città (Taranto appunto) in cui assume anche un significato di risarcimento sociale”. Tra le altre rivendicazioni “salario minimo garantito per i disoccupati da coniugarsi ad un piano di formazione e la clausola sociale negli appalti pubblici”. Dopo la legge di stabilità “con cui il governo delle larghe intese ha riaffermato le politiche antipopolari e la logica dell’austerity” l’Usb ha chiamato allo sciopero “tutti i lavoratori, di tutte le categorie, compresi i senza lavoro, i precari e i migranti”. Sul palco in piazza San Giovanni, tappa finale del corteo, testimonianze dirette di lavoratori e rappresentanti sindacali.

Nel frattempo a Taranto, sui temi dello sviluppo dell’area ionica, si è tenuto stamattina l’attivo unitario dei delegati convocato da Cgil, Cisl e Uil e incentrato sul documento presentato nei giorni scorsi, con le conclusioni affidate al segretario confederale nazionale della Uil Paolo Carcassi. Un documento nel quale i sindacati hanno riassunto i dati della crisi che nella sola provincia di Taranto ha ‘bruciato’ già 13mila posti di lavoro. Intanto, in  prefettura, sono approdate le vertenze che gravitano attorno alla raffineria Eni.

E nello stabilimento Vestas dei Tamburi i lavoratori, in presidio permanente da giorni, hanno ricevuto la ‘visita’ annunciata del sindaco Stefàno e dell’assessore regionale Caroli in attesa del corteo che lunedì sfilerà per le vie del centro.

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