18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 17:16:45

Cronaca

Taranto aspetta da nove anni, il nuovo ospedale resta un bluff

La lunga e travagliata storia dal San Raffaele di Paolo VI al San Cataldo di zona Cimino


Il progetto che prevede la realizzazione di un nuovo ospedale a Taranto rimbalza, tra le stanze degli uffici regionali, con alterne vicende, da almeno nove anni. Prima di Vendola, fu Fitto ad ascoltare l’idea di don Verzè, numero uno del San Raffaele, travolto dalle inchieste e morto il 31 dicembre del 2011.

Era il 2005 e, di lì a poco, Nichi Vendola prese in mano le redini della Regione e del progetto che prevedeva la costruzione del nosocomio d’eccellenza a Taranto.


Con una delibera di Giunta, la Regione manifesta il proprio interesse nei confronti della proposta chiedendo la presentazione di un progetto tecnico-sanitario che arriva nel maggio 2009 con una nota inviata dalla fondazione San Raffaele. Sei mesi più tardi tutti a Milano: il 30 novembre del 2009, infatti, la Regione, il Comune, la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor di Milano, la Asl e la Fintecna, firmano un accordo “finalizzato alla definizione di un protocollo collaborativo che permettesse, successivamente, la sottoscrizione dell’Accordo di Programma concernente i profili urbanistici connessi alle opere di edilizia ospedaliere connesse alla sperimentazione gestionale”.

“E’ un uomo di grandissimo valore, di grandissima cultura, in grado di trasmettere idee e calore: tutti segni del carisma che il Signore gli ha dato. Anche Berlusconi mi ha detto che lo stima molto, lo ritiene una persona per bene. Io credo alla santità dell’uomo e sia Berlusconi sia Vendola possiedono un fondo di santità”. Con queste parole, pronunciate alla vigilia delle elezioni regionali del 2010, don Verzè elogiava il presidente Nichi Vendola ed allo stesso tempo invitata i pugliesi a votare nuovamente per il Governatore.

Ecco cosa prevedeva il progetto presentato dalla Fondazione “Centro San Raffaele del Monte Tabor” di Milano e acquisito con deliberazione dalla giunta regionale: Il Progetto – Nel nuovo San Raffaele del Mediterraneo confluiranno le attività degli stabilimenti Ss. Annunziata e Moscati, con l’eliminazione delle duplicazioni dei servizi e la concentrazione delle attività di gestione amministrativa. La struttura è destinata a garantire prestazioni sanitarie di eccellenza col fine di arginare il crescente flusso di mobilità passiva. Obiettivi – Il progetto nasce da due esigenze: sostituire con una nuova struttura il principale ospedale della Asl Taranto (il Ss. Annunziata) e riqualificare e potenziare l’attività ospedaliera erogata dall’attuale presidio centrale di Taranto che risulta obsoleto. Obiettivo è quindi quello di realizzare in tempi brevi una struttura che garantisca standard architettonici, gestionali ed organizzativi di eccellenza. I posti letto – La dotazione dei posti letto prevista è di 572 e comporta una riduzione di circa 76 posti letto, pari al 12% in meno rispetto alla dotazione attuale di 648 posti letto complessivi delle due strutture.

La dotazione di riferimento riguarda 510 posti per la degenza ordinaria, 42 day hospital e 20 day surgery. I tempi – Il tempo tecnico minimo ipotizzato per la realizzazione dell’opera è di 36 mesi. I fondi – Il costo di realizzazione è stimato in un importo indicativo di circa 200 – 210 milioni di euro complessivi, comprensivo della struttura, degli impianti, dell’urbanizzazione e delle apparecchiature. Localizzazione – individuata per la realizzazione del nuovo ospedale è il quartiere Paolo VI, dove già hanno sede la Cittadella della Carità – Fondazione San Raffaele di Milano, l’ospedale Moscati della Asl, la Facoltà di ingegneria del Politecnico di Bari, la Facoltà di Scienze dell’Università di Bari, il Centro servizi di sviluppo Italia Puglia. Il terreno è di proprietà di Fintecna Immobiliare srl e attualmente sono in corso le procedure coni il comune di Taranto per rendere disponibile l’area per l’insediamento del nuovo ospedale.

Il resto è storia, con la Regione che, nel gennaio del 2012, ritira tutti gli atti approvati per la costruzione dell’ospedale San Raffaele. Lo scorso febbraio, dunque, la delibera della Giunta regionale che dà avvio alla progettazione dell’ospedale San Cataldo, totalmente a carico pubblico. Per il momento si sa solo che dovrebbe essere realizzato in via Alberto Sordi, a due passi da Cimino. Non più a Paolo VI.

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