21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 16:41:48

Cronaca

Guerra dei tavolini, “I gazebo? Un valore aggiunto”

Zaccheo: “Altro che giungla. Per il centro cittadino e per i negozi queste strutture all’aperto possono costituire una chance. Presto saranno anche nei vicoli”


I commercianti – o almeno una parte di loro – si dicono pronti ad intraprendere una battaglia contro quella che definiscono una giungla costellata dai gazebo selvaggi. Tavolini e ombrelloni che oltre a ‘cozzare’ con l’estetica del Borgo andrebbero a creare – secondo la petizione che gira in questi giorni – una situazione di concorrenza sleale.

Sotto accusa finiscono il sindaco Stefàno e l’assessore alle attività produttive, Cisberto Zaccheo. Ed è proprio quest’ultimo a chiarire la situazione, parlando invece di una chance in un periodo di crisi.


Assessore, i firmatari della petizione accennano ad un nuovo regolamento dalle maglie più larghe? Cosa c’è di vero?
“Innanzitutto voglio precisare  che il regolamento sui dehors è stato approvato dal consiglio comunale e quindi non direttamente da me o dal sindaco. Esiste un regolamento approvato a gennaio 2013 che stabilisce le regole per sedie e tavolini all’aperto. Non c’è nessun gazebo selvaggio. Non esiste. Oggi abbiamo una regola più snella per quanto riguarda sedie e ombrelloni, diverso è per le strutture che prevedono pedane”.

Ma c’è chi se ne approfitta?
“E’ ovvio che, come in tutti i settori, esistono le pecore nere. Ma è da un po’ di tempo che il comando della polizia locale ha iniziato controlli mirati”.

Secondo lei, il gazebo in centro ci deve stare?
“Se vogliamo essere chiari, l’isola pedonale per me è il luogo più idoneo per ospitare i gazebo. Il Borgo è area pedonale da via D’Aquino a via Di Palma, compreso il tratto di via Berardi e via Mignogna. In questi casi il gazebo non inficia il traffico. Eppoi, non sono d’accordo sul fatto che queste strutture vadano ad ostruire e oscurare gli altri esercizi. Il pedone che sosta all’interno del gazebo anzi guarda anche le vetrine. Quindi, semmai, è una possibilità in più”.

Una chance quindi?
“Ho girato l’Italia. E in piazza San Marco, ad esempio, i gazebo sono vicini ai monumenti storici. Potrebbe sembrare un ‘oltraggio’ e invece ci mettono gli ombrelloni. Se vogliamo parlare poi di turismo, con queste polemiche ci contraddiciamo. Sono venuti ultimamente i tedeschi, gli austriaci, dove pensate che abbiano pranzato? Volevano stare fuori,  mangiare all’aria aperta. Certo, in strade al alta percorrenza potrebbe essere un problema, ma al Borgo, dove c’è il passeggio è un valore aggiunto. Quando si parla di destagionalizzazione del turismo in periodi come settembre ed ottobre  vuol dire proprio questo . Recentemente è arrivata la nave coi tedeschi, hanno fatto apertivi all’aperto, perché questo clima se lo sognano”.

Ma ci saranno comunque delle novità nel campo dei dehors?
“Ad un anno dal nuovo regolamento abbiamo cercato di capire l’andamento ascoltando le associazioni per vedere quali tipi di interventi migliorativi poter adottare. Un esempio su tutti la città vecchia. Assistiamo al risveglio delle imprese commerciali, ma, come noto, lì le vie sono molto strette”.

Avremo cioè i gazebo nei vicoli?
“Per rispondere a questo tipo di richieste stiamo pensando di andare in deroga. Le novità riguarderanno una serie di tecnicismi, gli standard contenuti nel codice della strada. Davanti alle richieste degli operatori dobbiamo superare problematiche di questo tipo, ad esempio, ripristinando l’isola in via Duomo, in zona Università”.

Cosa dice ai firmatari della petizione?
“ A loro mi sento di dire che le cose si possono risolvere, in questo momento andare gli uni contro gli altri, ovvero iniziare una guerra tra il commercio al dettaglio e i pubblici esercizi non fa bene a nessuno. Bisogna trovare all’interno del dibattito le soluzioni in favore della città e della sua economia. Andare l’uno contro l’altro non serve  a nulla, nè serve attribuire sempre responsabilità al sindaco”.              

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