20 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 14:59:01

Cronaca

I sindacati rilanciano: con Vestas 1.000 posti… al vento

Si organizza il volantinaggio al ponte girevole per venerdì sera


TARANTO – Non solo i 120 della Nacelles. Con la chiusura dello stabilimento Vestas “al vento” andrebbero un totale mille posti di lavoro. E’ quanto mettono nero su bianco i sindacati che in queste ore stanno preparando i volantini per la manifestazione annunciata per venerdì. La conferma arriverà solo domani.

Ma in linea di massima il programma è delineato: dalle 18 alle 20 i lavoratori della multinazionale dell’eolico daranno vita ad un presidio nei pressi del ponte girevole con il volantinaggio tra i passanti.


L’idea è scaturita proprio dal corteo di protesta che lunedì ha attraversato il cuore della città: “la gente ci chiedeva cosa fosse l’eolico, di che azienda si trattasse e quanti posti si perdono”.

“Ebbene – spiegano i sindacalisti – oltre ai 120 dipendenti dello stabilimento Nacelles per il quale è stata annunciata la chiusura a fine dicembre – a rischio finirebbero anche le altre due sedi tarantine della Vestas, 700 posti in totale e, considerando l’indotto, arriviamo a mille posti di lavoro”. E’ quanto scritto sui volantini che si faranno stampare a tempo di record per essere pronti dopodomani. Non ci sarà nessun blocco del traffico, rassicurano i sindacati.

Intanto, la chiusura dello stabilimento Vestas è l’oggetto di una lettera firmata dal sindaco Stefàno e indirizzata al presidente del consiglio Enrico Letta, al ministro Zanonato e alla senatrice Finocchiaro.

“E’ uno stabilimento simbolo per la nostra città; una città che ricordo essere impegnata strenuamente a coniugare – con il concorso del Governo nazionale – lavoro ed ambiente. In questo senso il richiamo alle questioni sulla vicenda Ilva appare del tutto superfluo. In questo quadro di incomprensibile logica aziendalistica, è forte l’attesa ed anzi la speranza che su questa vicenda si registri un autorevole intervento diretto della presidenza del Consiglio dei ministri. Questo territorio non può permettersi altre penalizzazioni in termini occupazionali che avrebbero l’effetto di ricadute devastanti sul tessuto sociale ed economico ed andrebbe ad incrementare il già elevatissimo tasso di disoccupazione. Non ci stancheremo mai di ricordare il pesante tributo che la città, in virtù dei suoi insediamenti industriali civili e militari, ha pagato nei decenni per la crescita del nostro Paese. Vi è, quindi, un debito di riconoscenza per Taranto” scrive Stefàno sollecitando “la soluzione di questo dramma” e la convocazione del Tavolo interistituzionale per Taranto.

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