24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

Tutti i nomi del blitz che ha sgominato tre gruppi di pusher

A capo vi era una coppia di Taranto


Ecco tutti i nomi degli arrestati nell’operazione “El Chico”: Piera De Padova, Taranto, 33 anni; Antonio Ciccolella, Taranto, 36 anni; Stefano Saviano, Taranto, 34 anni; Gennaro Silvestro, Napoli, 38 anni; Antonio Silvestro, Napoli, 24 anni; Cosimo Malerba, Brindisi, 53 anni; Francesco Pagliughi, Milano, 44 anni; Luciano Fiore, Milano, 32 anni; Antonio Malecore, Taranto, 43 anni; Gaetano Tortorella, Taranto, 38 anni; Massimo Pellegrino, Taranto, 40 anni; Amedeo Zonile, Taranto, 45 anni. Una decina gli indagati.


Elementi di spicco ancora Antonio Ciccolella (che è già in carcere) e Piera De Padova (che è ai domiciliari) già coinvolti nell’operazione “Becchino” che aveva dato un primo o colpo al traffico di droga sull’asse Napoli – Taranto.  Due settimane fa  il capoluogo ionico si era svegliato al suono delle sirene che avevano scandito un nuovo blitz, nell’ambito della lotta al triste mercato dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Un mercato che si conferma ancora una volta floridissimo, a dispetto della crisi economica che morde il nostro territorio e non solo. Anzi, il giro di spaccio sembra in aumento, almeno a vedere la serie impressionante di arresti che riempiono le pagine di cronaca. Il provvedimento restrittivo, in questa occasione, era stato firmato dal gip del Tribunale di Lecce, A su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo salentino, competente anche per i grossi casi di spaccio a Taranto. Le indagini sono state avviate nell’ottobre del 2011 quando gli accertamenti dei finanzieri si sono concentrati sulla figura di un 38enne tarantino, che lavorava nel settore delle pompe funebri – da qui il nome dell’operazione denominata Undertaker, ovvero becchino – il quale, oltre ad essere in contatto con un noto clan  radicato nella città vecchia , aveva instaurato rapporti con altri due tarantini, già conosciuti dalle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti.

E' quindi emerso che ie si approvvigionava di hashish da Bari e Milano e di cocaina da Napoli. La droga veniva poi consegnata ai due complici e ad esponenti del clan , per la cui attività venivano utilizzati vedette e corrieri.

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