18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 15:55:45

Cronaca

Il retroscena, a Taranto erano pronti a spacciare il crack

Il gruppo sgominato dalle Fiamme Gialle era in trattativa con un clan camorristico per l’acquisto della droga che ha effetti devastanti


TARANTO – Erano pronti a spacciare sulla piazza tarantina una pericolosissima droga come il crack. Il gruppo di pusher tarantini era già in trattativa con esponenti della camorra napoletana e precisamente appartenenti al clan “Di Lauro”. Il gruppo capeggiato da Antonio Ciccolella avrebbe quindi voluto fare il salto di qualità dopo aver spacciato sostanze stupefacenti di tipo tradizionale. Infatti durante le indagini sono state eseguite alcune operazioni di servizio nel corso delle quali sono stati sequestrati ben cinque chilogrammi tra hashish, cocaina e marijuana.


Per tutti i sequestri è stato accertato che i corrieri che operavano lungo l’asse  Napoli – Taranto, scortavano il carico di stupefacenti anche con l’impiego di un’altra autovettura che fungeva da staffetta.

Un modus operandi che ricorda quello utilizzato dai signori del contrabbando di sigarette che notoriamente avevano Napoli come capitale. Centinaia le operazioni condotte dalla Guardia di Finanza negli anni Ottanta e Novanta per contrastare le grosse organizzazioni di contrabbandieri che  alcune circostanza non  hanno esitato a speronare i mezzi delle Fiamme Gialle. Poi con l’operazione “Primavera” quelle bande furono sgominate. E così oggi la tecnica delle auto staffetta è usata anche dai trafficanti di droga.
“Le indagini tecniche attraverso  intercettazioni telefoniche e ambientali e le miriade di servizi di appostamento e di pedinamento  hanno consentito di rilevare che il gruppo di pusher tarantini era in trattativa per l’acquisto e la successiva immissione nel territorio jonico di ingenti quantitativi del pericoloso crack” ha tenuto a precisare il comandante del Nucleo di polizia tributaria, tenente colonnello Giuseppe Micelli, nel corso della conferenza stampa tenutasi stamattina nella caserma di via Scoglio del Tonno, per illustrare l’operazione. Il crack è una droga con effetto devastante.
Nata in America negli anni Ottanta viene ricavata, tramite processi chimici, dalla cocaina. Viene poi assunta inalando il fumo dopo aver surriscaldato i cristalli in pipe apposite di vetro o ricavate spesso da bottiglie di plastica modificate o lattine. Questa operazione provoca degli scricchiolii che danno origine al nome.

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