24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

La Provincia molla il Paisiello, scatta la protesta

Levata di scudi contro l’annunciata dismissione dell’istituto musicale


Il classico fulmine a ciel sereno. La Provincia pare voglia ‘tagliare’ il Paisiello. Ed è già levata di scudi. Ad opporsi annunciando la mobilitazione è l’associazione Le belle città con sede in città vecchia.

“No alla dismissione dell’Istituto musicale. Guai a chi ci tocca il Paisiello”, l’appello lanciato agli enti locali.


“E’ giunta voce della possibile, quanto nefasta, dismissione dell’Istituto musicale “Paisiello” – attacca Lino De Guido, dell’associazione. Sembrerebbe che il Commissario prefettizio abbia dato mandato ai dirigenti dell’ente di via Anfiteatro di elaborare gli atti per dismettere completamente il Paisiello dall’1 gennaio 2014. Qualora la notizia dovesse risultare vera, ci opporremo strenuamente, per scongiurare che possa effettivamente realizzarsi. Il liceo “Paisiello” è un’istituzione di alta formazione che ha contribuito per davvero alla rinascita della Città Vecchia”.

“A fronte delle chiacchiere dispensate sulla rigenerazione del centro storico, l’azione quotidiana del “Paisiello” è stata il vero valore aggiunto. Ci piace ricordare che la scuola si è insediata nel quartiere molto prima di qualsivoglia altra istituzione culturale, scientifica ed universitaria ed ha svolto il ruolo di propulsore per la nascita delle nuove piccole attività commerciali e dell’accoglienza. Nei lunghi anni di attività il liceo musicale ed il quartiere hanno sviluppato un rapporto di amicizia e di crescita comune. Non si è mai verificato un episodio di inciviltà, atti vandalici alla sede. In questi lunghi anni si è instaurato un rapporto di fiducia tra il Paisiello e le persone del quartiere. Insieme sono cresciute in armonia. La sua sede naturale è il centro storico con il Chiostro di San Michele che meriterebbe di essere messo a nuovo dando il via ai lavori di ristrutturazione della parte superiore”.

L’associazione si fa portavoce del malcontento che serpeggia tra i vicoli: “A nome di tanti cittadini ed abitanti del quartiere esprimiamo la nostra piena disapprovazione per l’eventuale scelta di dismettere il Paisiello. Chiediamo al Commissario prefettizio di rivedere il dossier e di ricercare ogni possibile soluzione affinché il Paisiello rilanci l’offerta formativa; chiediamo al Presidente della Regione di prendere in carico il futuro del Paisiello, intervenendo, oggi, subito, con il finanziamento per il progetto presentato in merito alla Legge 17 “disposizioni in materia di Beni culturali”. Chiediamo al sindaco di adoperarsi in rapporto con il Commissario prefettizio affinché receda dalla eventuale scelta che vuole compiere”. I residenti promettono: “Per parte nostra non resteremo a guardare, piuttosto promuoveremo una miriade di azioni civili di protesta. Il “Paisiello” è nel nostro dna. Non riuscirete a dismetterlo”.

A firmare una lettera aperta al commissario Mario Tafaro è anche il consigliere regionale Anna Rita Lemma. “Ho appreso, per vie ufficiose ma attendibili, della sua intenzione di insediare il CdA del Paisiello e garantire un contributo temporaneo, nelle more di una cessione dei contratti in essere con i docenti. Secondo questo scenario, saremmo di fronte ad una prospettiva di riduzione drastica dell’offerta formativa del liceo musicale che passerebbe anche dalla procedura di mobilità del personale. Azione che seguirebbe a ruota il taglio degli amministrativi, del personale di sorveglianza e della stessa sede. Insomma, Paisiello dopo Isolaverde: liquidazione dall’1 gennaio 2014? Una scelta così netta e, mi consenta, fortemente penalizzante per la provincia ionica”.

“Questa terra, signor prefetto, non avverte certo il bisogno di tagli lineari, pur giustificati dalla situazione di bilancio, che attraversino addirittura le eccellenze della formazione culturale e professionale di Taranto. Le chiedo, pertanto, di soprassedere e di coinvolgere in questo percorso i protagonisti: docenti, studenti e rappresentanti eletti del territorio non possono restare indifferenti di fronte ad una scelta che in pochi mesi annullerebbe speranze, passioni e prospettive. Lo scorso 3 luglio mi ero fatta portatrice delle istanze del Consiglio Accademico, trasferendo all’attenzione del ministro Carrozza ‘Con i suoi quasi novant’anni di storia, è la più antica istituzione musicale pugliese ed ha attualmente circa 70 docenti e poco più di 500 studenti provenienti non solo dalla provincia ionica, ma anche da quelle limitrofe oltre che dalla Basilicata e dall’alta Calabria, coprendo di fatto un’utenza di circa un milione di abitanti. Un fiore all’occhiello per la provincia ionica che oggi rischia seriamente di dover chiudere’ recita uno dei passi di quella lettera.

L’istituto chiedeva il trasferimento della gestione dalla Provincia allo Stato come del resto prevede la riforma dei Conservatori di Musica, legge 508/99. Adesso ci si ritrova in una condizione di pre liquidazione che mortifica anni di lotte, sacrifici e impegno di centinaia di docenti e studenti. Un’eccellenza formativa che rischia di essere cancellata da un colpo di spugna burocratico, ragionieristico, che tratta la cultura e la formazione come una qualsiasi posta di bilancio. Caro signor prefetto, la scuola è la più alta forma di investimento sul territorio”.

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