10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 07:32:34

Cronaca

Regione-Arpa, ricorso in ritardo. Deciderà il Tar del Lazio

Vendola e Assennato impugnano il “decreto Balduzzi-Clini” che però è stato approvato sei mesi fa


Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il direttore generale di Arpa Puglia Giorgio Assennato, dopo la consultazione al tavolo tecnico congiunto svoltosi nei giorni scorsi, hanno deciso di impugnare, davanti al Tribunale Amministrativo del Lazio, il decreto ‘Balduzzi-Clini’ sulla questione dell’Ilva di Taranto, relativamente alla parte riguardante la  valutazione del danno sanitario.

Una decisione, quella del presidente della Regione Puglia, che arriva con notevole ritardo rispetto all’approvazione stessa del decreto, datato 24 aprile 2013.


“Alla Regione Puglia non piace quello che sta avvenendo – ha detto Vendola – abbiamo dunque deciso di impugnare le linee guida interministeriali perchè l’applicazione delle stesse ritarderebbe di anni l’intervento a tutela della salute e soprattutto neutralizzerebbe quella importante prescrizione che la Puglia è riuscita ad inserire nell’Aia 2, rilasciata a fine 2012 (il riferimento è alla revisione dell’autorizzazione integrata ambientale, ndr), e che impone ad Ilva, ma non solo, di adeguarsi alle norme pugliesi in materia di Valutazione del danno sanitario”.

Per Vendola “si è reso assolutamente necessario impugnare il decreto perchè le linee guida statali prevedono metodologie, che pur se compatibili con quelle regionali, e ciò è dovuto al confronto svoltosi tra ministeri e Istituzioni regionali in sede preparatoria, spostano di fatto molto in avanti nel tempo la soglia di intervento”. La decisione, come detto, spetterà al Tar, chiamato ad esprimersi sul ricorso arrivato dopo sei mesi del decreto, una ‘costola’ di quello del 3 dicembre 2012 che ha restituito all’Ilva gli impianti dell’area a caldo del sideurgico, posta sotto sequestro dalla magistratura.

Sulla vicenda Ilva è intervenuto anche il giurista Stefano Rodotà: “I diritti costano quando non vengono rispettati” ha dichiarato nel suo intervento sul tema della tutela dei diritti al Congresso nazionale dell’Associazione nazionale magistrati. “Non c’è conflitto in radice tra diritto al lavoro e diritto alla salute, che renda necessario un bilanciamento.

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