23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 11:00:13

Cronaca

La Regione di Vendola blocca lavoro e imprese

Interrogazione del Consigliere regionale del PdL Pietro Lospinuso


TARANTO – “Ostacoli a lavoro e imprese a Taranto”.

Il consigliere regionale del Pdl Pietro Lospinuso ha rivolto un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e all’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro avente per oggetto “gli inutili ostacoli a lavoro ed imprese in provincia di Taranto".


"A Taranto e provincia – si legge nel testo – è in atto una desertificazione industriale massiccia che sta provocando gravissime conseguenze sul tessuto sociale ed economico, fino ad indurre la locale Confindustria a mettere provocatoriamente in vendita l’intero sistema d’impresa jonico ed il sindaco Stefàno a minacciare le sue dimissioni. Da questo deriva una condizione sempre più drammatica sul piano occupazionale, con prospettive sempre più inquietanti; occorre conseguentemente mettere in campo ogni azione utile a sostenere le imprese esistenti ed a tornare ad attrarre investimenti. Ciò è impossibile se non si mette in sintonia con le ragioni dello sviluppo e del lavoro un apparato pubblico cui competono sia le procedure burocratiche necessarie alle aziende per nascere, operare e crescere, sia la gestione degli investimenti pubblici spesso anche consistentemente finanziati. Un imbuto talora impenetrabile per far filtrare investimenti e lavoro è costituito non tanto dalle normative ambientali, quanto soprattutto da una loro lettura oltranzista e repressiva da parte di uffici per i quali la regola è il diniego o il traccheggiamento fino a sfiancare lo sventurato istante”.

Queste le ragioni che hanno spinto Lospinuso a presentare questa interrogazione indirizzata al Governatore pugliese. L’obiettivo è quello di “sapere quante istanze di nuovi insediamenti o di ampliamento e/o ammodernamento di impianti industriali esistenti nella Provincia di Taranto: siano state rigettate; siano state approvate; risultino ferme e da quando presso gli Uffici provinciali e regionali competenti, con specifico riferimento al Dipartimento Arpa Provincia (Dap) di Taranto ed alle politiche ambientali dell’Ente Provincia. Ancora, se non ritengano di dover accelerare l’espletamento di tali pratiche con visioni non pregiudizialmente ostili, soprattutto in considerazione della suddetta, drammatica emergenza-lavoro la cui priorità è altrettanto regolarmente conclamata a parola e disattesa nei fatti. Chiedo altresì – conclude il consigliere regionale – se a tal fine non sia utile, oltre tutto,  rompere la concentrazione di incarichi e competenze, con conseguente rallentamento del lavoro nonché sgradevole confusione di ruoli, che oggi vede una dirigente regionale dell’Arpa detenere anche la responsabilità delle politiche ambientali  della Provincia di Taranto”.

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