17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 19:23:30

Cronaca

Tariffe e impianti di Manduria nel mirino della Gdf

Fascicolo in Procura sul caso della Manduriambiente, impianto prossimo alla saturazione. E c’è il “giallo” sulla concessione


TARANTO – Procura e Guardia di Finanza, come è loro dovere, intendono vederci chiaro. E per sgombrare il campo da ogni tipo di dubbio sarebbe aperto in via Marche un fascicolo sulle tariffe, ma anche sugli impianti e non solo, in merito alla discarica di Manduria.

Un giallo, quello che ruota attorno all’impianto marchiato Manduriambiente, una spa nata nel gennaio 2003 partecipata, tra le altre, dalla Unieco.


Un nome di peso, quello della cooperativa che ha base a Reggio Emilia, patria del cooperativismo “rosso”, attiva anche nel settore delle bonifiche (ne parliamo in questa stessa pagina). Il bacino d’utenza comprende, come noto, 17 comuni: Avetrana, Carosino, Faggiano, Fragagnano, Grottaglie, Leporano, Lizzano, Manduria, Maruggio, Monteiasi, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio Ionico, San Marzano, Sava e Torricella. Comuni che rischiano di dover fare i conti con un’autentica emergenza rifiuti. La discarica infatti ha esaurito lo spazio per ricevere rifiuti, o se non è già colma, come hanno detto i sindaci dei comuni interssati, lo sarà a brevissimo, visto che entro mercoledì, 30 ottobre, il sito in località La Chianca dovrebbe chiudere i battenti per raggiunto limite di capienza.

Due le indiscrezioni che da tempo girano sulla stessa discarica. La prima, che l’impianto starebbe operando da almeno due anni con la concessione scaduta, con lo stesso  presidente dell’Autorità di bacino, il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, che ha parlato della segnalazione del Comune di Manduria, e di una serie di accertamenti in corso, su questo tema. La seconda, che va in direzione contraria rispetto al quadro attuale, che prevede addirittura un’ipotesi di raddoppio. Un ginepraio, come appare evidente.

Sul quale – in silenzio e con la giusta e necessaria prudenza – la Guardia di Finanza avrebbe puntato i fari già dallo scorso anno.

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