25 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca

Ambiente svenduto, il Sindaco non si dimette

Stefàno, indagato per omissione in atti d’ufficio, ha preso la parola in Consiglio


Alle 11 in punto il sindaco Ippazio Stefàno si alza e chiede di poter prendere la parola durante i lavori del Consiglio comunale. Da un’ora abbondante, tra gli scranni dell’aula consiliare, si sa del coinvolgimento del primo cittadino nell’inchiesta sull’Ilva denominata “Ambiente svenduto”. Tra gli indagati c’è anche il suo nome. Il reato che gli viene contestato sarà quello di “omissione in atti d’ufficio”.


Da noi contattato telefonicamente, prima dell’inizio della seduta del Consiglio, il sindaco conferma le indiscrezioni che, già dalle prime ore del mattino, hanno fatto il giro della città. “Mi hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini mezz’ora fa. Sono indagato per omissione in atti d’ufficio in relazione alla denuncia presentata da Condemi. A breve parlerò con il mio avvocato. Sono nelle condizioni di poter dimostrare di aver fatto sempre il mio dovere. Sono sereno e a posto con la coscienza”.

Poi Stefàno entra nel dettaglio della sua difesa: “I dati sono stati raccolti due anni dopo. Io ho fatto una esposto alla magistratura nel 2010. Ad ogni modo, ho già mandato tutti i documenti necessari. Chiederò quale altro documento è necessario a spiegare il mio operato. Ho venti giorni di tempo per produrre una memoria difensiva”.

Sull’argomento abbiamo ascoltato il parere del “grande accusatore” del sindaco Stefàno, l’avvocato Filippo Condemi che, con un suo esposto, ha fatto avviare le indagini. “A mio giudizio avrebbe dovuto essere indagato per concorso in disastro ambientale. L’omissione in atti d’ufficio è molto riduttiva – spiega l’ex assessore comunale. Il suo è un “concorso” perché poteva bloccare o limitare l’inquinamento e non lo ha fatto. Quindi è qualcosa di più grave rispetto ad una omissione in atti d’ufficio. Il sindaco Stefàno – attacca Condemi – ha concorso a mantenere lo stato delle cose. Ovviamente, per dignità, dovrebbe dimettersi oggi stesso”.

Anche il capogruppo del Partito democratico, Gianni Azzaro, ha appreso del coinvolgimento di Stefàno poco prima dell’inizio del Consiglio comunale: “Il sindaco mi è sembrato sicuro di sè. Aspetteremo il giudizio del gup”.

E qualora il gup dovesse esprimersi favorevolmente alla richiesta di rinvio a giudizio?
“Penso che la nostra città – dice Azzaro – abbia bisogno di essere governata e non commissariata. Un ragionamento che stiamo toccando con mano alla Provincia”.

Ovviamente, è diametralmente opposto il giudizio di Giampaolo Vietri, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale: “Più volte il sindaco Stefàno ha detto che si sarebbe dimesso in caso di provvedimenti da parte della procura. Ora dice che impiegherà i 20 giorni a sua disposizione per costruire una memoria difensiva. Quei giorni – rimarca Vietri – saranno sottratti alla città, che in questo momento è afflitta da tanti problemi. Non abbiamo bisogno di un sindaco che distoglie l’attenzione dai problemi veri dei tarantini”.

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