18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Cronaca

Terremoto giudiziario Ilva, le mosse della difesa

Venti giorni di tempo per leggere atti ed elaborare strategie


Venti giorni di tempo. Per leggere atti, elaborare strategie, smontare accuse pesanti come macigni. E’ il termine che la legge fissa per gli indagati che abbiano intenzione di farsi interrogare dal giudice e provare a chiarire le proprie posizioni.

Una legge che vale anche per le 50 persone destinatarie dell’avviso di conclusione delle indagini preminari in merito all’inchiesta Ambiente svenduto, sul disastro ambientale nell’area di Taranto.


Già stamattina il presidente della Regione, Nichi Vendola, che risponde di concussione nei confronti del direttore dell’Arpa Assennato, ha incontrato il suo legale, avvocato Vincenzo Muscatiello, docente di Diritto penale dell’ambiente.

Difficile prendere decisioni prima di aver visionato gli atti; e solo ieri, come è noto, sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Anche l’indiscrezione sulla possibilità di chiedere il trasferimento dell’inchiesta da Taranto a Bari appartiene, almeno per ora, al campo delle mere ipotesi e nulla più. Lo stesso presidente Vendola, ad ogni buon conto, ha annunciato l’intenzione di farsi interrogare il prima possibile.

Anche i difensori degli altri indagati, ovviamente, preparano le mosse.

Più di qualcuno sta pensando alla possibilità di dribblare lo scoglio del confronto in Procura per scegliere la strada del deposito di una memoria difensiva. Carte scritte, a cui affidare la propria versione dei fatti in questa complessa vicenda giudiziaria, politica ed economica. I prossimi giorni riserveranno molte novità. L’avviso di conclusione, più che la fine, è l’inizio di un’altra storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche