21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca

“Ed a Taranto si continua a morire di fame e di malattie”

Lettera aperta del Libero Osservatorio della Legalità onlus


Una vera e propria requisitoria, un atto d'accusa verso chi ha consentito o, peggio, ha contribuito a portare Taranto nella situazione in cui è oggi. Una lettera aperta a firma del Libero Osservatorio della Legalità onlus.

Ecco il testo integrale della riflessione.

«Taranto muore! Muore di inedia, muore di inerzia, muore di indifferenza, muore di infingardaggine, muore di inquinamento, muore di fame e malattie, tante malattie (tumori, malattie cardio-vascolari).
 
Taranto città operaia, città amara per i suoi figli, città da Bruxelles definita " martire", infettata, piagata dall'arroganza dei "conquistatori"- rappresentanti dello Stato e dell'imprenditoria – calatisi in una terra "senza diritti e senza difesa", disperata per la mancanza di lavoro e di prospettive.

Conquista, quindi, facilissima, anzi agevolata da amministratori e politici locali che, negli anni,  non hanno contabilizzato le conseguenze degli insediamenti, militari e industriali,  l'outcome dell'inquinamento ambientale, anzi hanno taciuto dati catastrofici, arrivando a negare realtà accertate, ribadite da studi scientifici; hanno negato morti e malati; hanno sacrificato una città sull'altare delle connivenze e dei favori di scambio; hanno consegnato alle generazioni di oggi una città martire, cancellandone il futuro prossimo.

Amministratori e politici colpevoli senza condanne, in circolazione come se sulle loro coscienze non pesassero migliaia di morti di ogni età, come se con la loro ingordigia non avessero ipotecato il domani di tante vittime innocenti.

L'oggi di Taranto è di una città in cui esistono "voci di ribellioni", che tentano di scalfire i poteri forti, trovandosi dinanzi muri di silenzi e di indifferenze. Le voci sono tante, si uniscono e cercano di contrastare posizioni di rendita, cozzando contro un' omertà diffusa ed una acclarata corruzione.

Nessuna trasparenza negli enti locali, dove la richiesta di visionare atti viene assolutamente ignorata, assolutamente violate le leggi.
La Regione? Detiene uno scandaloso ultimo posto, a livello nazionale, in materia di trasparenza degli atti. Afferma il consigliere PdL, Nino Marmo: "Entrando nel dettaglio, il Governo regionale si guarda bene, o comunque ne ostacola la diffusione, dal fornire i documenti relativi a ‘società partecipate, bilanci, incarichi, atti generali, presenze, retribuzioni, posizioni organizzative, bandi, contratti, relazioni sulla performance, premi, attività e procedimenti, beni immobili e gestione del patrimonio, opere pubbliche, pagamenti, informazioni ambientali, servizi erogati’.

Delle due l’una: o queste informazioni non vengono fornite, in violazione della legge, per la cronica inefficienza del governo-Vendola; o tali omissioni non sono casuali e denotano che essa ha molto da nascondere".

Allora, chi o cosa potrà mai difendere il cittadino?

La Magistratura tarantina è scesa in campo, ha messo in moto una macchina "di difesa", scoprendo collusioni, giri di "mala gestione", entrando nel cuore degli affari del padrone dell'Ilva, arrivando al sequestro di impianti e di guadagni. Ma la mala pianta non è stata estirpata, la fabbrica della morte continua a sputare veleni. Ed a Taranto… si continua a morire di fame e di malattie!».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche