Cronaca

Navi & amianto, 14 a giudizio. L’accusa: ignorato il pericolo

Vertici militari sotto processo a partire dal prossimo marzo


Arrivano sino a Taranto gli echi della clamorosa decisione del gup di Padova: vertici della Marina a giudizio per l’amianto sulle navi militari italiane. Accolta la richiesta di processo formulata dal pm Sergio Dini, prima udienza a marzo.

Gli imputati Antonio Bocchieri, Francesco Chianura, Guido Cucciniello, Agostino Di Donna, Mario Di Martino, Umberto Guarnieri, Angelo Mariani, Elvio Melorio, Luciano Monego, Sergio Natalicchio, Mario Porta, Filippo Ruggiero, Rodolfo Stornelli, Guido Venturoni, accusati in concorso tra loro di aver causato la morte oppure l’insorgere di malattie nel personale militare.

Si tratta di vertici della Marina in servizio dal 1984 al 2001.


“Siamo riusciti a corroborare le richieste di giustizia delle vittime e dei loro familiari – ha dichiara il presidente nazionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che assiste molte delle famiglie delle vittime – anche attraverso la produzione agli atti delle indagini preliminari di foto che testimoniano oggettivamente lo stato di insicurezza nel quale venivano svolte le mansioni lavorative”.
E’ stato prodotto anche un dossier fotografico raccolto dall’avvocato Ezio Bonanni dell’Ona: “Oltre che costituirci parte civile come organizzazione, abbiamo intenzione di chiedere l’autorizzazione a citare la stessa Marina Militare, il Ministero della Difesa e lo Stato come responsabili civili della condotta degli imputati”.

Secondo la Procura gli ufficiali della Marina “omettevano di rendere edotto il personale appartenente alla Marina Militare dei rischi per la salute insiti negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto tanto all’interno delle navi militari che degli altri ambienti frequentati dagli stessi per ragioni di servizio, oltreché di informarli dei rischi ulteriori prodotti dalle lavorazioni cui erano adibiti, dalle polveri che respiravano e dallo stesso uso di dotazioni di bordo contenenti amianto (guanti, tute e coperte ignifughe)” e di “sottoporre e far sottoporre con regolarità i dipendenti della Marina militare ai controlli sanitari relativi agli specifici rischi esistenti in ambienti di lavoro caratterizzati da notevole presenza di materiali amiantiferi; omettevano di curare la fornitura e di imporre a controllare l’effettivo impiego di idonei mezzi di protezione individuale; omettevano – conclude il pm Dini – di adottare idonee misure atte ad impedire o comunque ridurre, secondo le possibilità della tecnica, il diffondersi di polveri di amianto prodotte dalle lavorazioni e/o dall’uso di dotazioni contenenti amianto”.

Risale al 1969 uno studio scientifico di carattere epidemiologico-statistico ed ambientale effettuato all’arsenale militare di Taranto: su 269 persone esaminate, 27 persone presentavano sintomi di malattie asbesto correlate e per altri 42 casi c’era un’alta probabilità.
Da rilevare come il 12 novembre si aprirà a Venezia il processo d’appello nei confronti di altri 8 tra ammiragli e generali della Marina che il 22 marzo 2012 erano stati assolti dal tribunale di Padova, perchè “il fatto non sussiste”, dall’accusa di omicidio colposo in riferimento alla morte per cancro da amianto di altri due militari.

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