17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

Fuga da Taranto, i lavoratori dal Ministro

In occasione del convegno organizzato dall’arcidiocesi una delegazione di operai chiederà di parlare con Orlando


Ennesima giornata di sciopero e assemblea negli stabilimenti tarantini di Vestas e Marcegaglia.

Otto ore di sciopero per i dipendenti dell’azienda che costruisce pannelli fotovoltaici e che ha annunciato l’avvio delle procedure per cessazione di attività per il 18 novembre. Il count-down scorre veloce per i 134 lavoratori. Altrettanto frenetica e al cardiopalma è l’attesa che si consuma in casa Vestas per l’incontro al Mise di giorno 11. Anche in questo caso è stata annunciata la chiusura della sede tarantina, della Nacelles.


Due vertenze parallele, che viaggiano sui binari delle energie rinnovabili che lasciano Taranto e che dopodomani (giovedì) si incontreranno in occasione della giornata tarantina dei ministri Orlando e Lorenzin.

L’idea è scaturita proprio dalle assemblee tenute stamattina da Fim Fiom e Uilm con i lavoratori delle due aziende: in occasione del convegno su ambiente e lavoro promosso dall’arcidiocesi e che vedrà come relatori della sessione pomeridiana proprio i ministri per l’ambiente e della salute i lavoratori chiederanno di poter parlare direttamente col ministro Orlando.

Una delegazione di due operai della Vestas e altrettanti per Marcegalia chiederà l’opportunità di parlare direttamente al ministro a proposito del piano energetico nazionale sulle rinnovabili e di spiegare al rappresentante del governo il caso Taranto, città inquinata dove paradossalmente le industrie pulite chiudono. Chi meglio di lui potrà impegnarsi in tal senso? Hanno pensato i lavoratori. I sindacati premeranno per un “impegno serio” sulle rinnovabili, scottati dall’esperienza, più volte denunciata, di veder fare i bagagli ad aziende che hanno ricevuto in termini di agevolazioni statali.

L’iniziativa, presidio compreso, verrà confermata domani. Ma già si prevede una massiccia presenza dei lavoratori (quasi 250 quelli interessati) al convegno che si terrà nella sede della Lumsa. Un presidio dai toni pacati, spiegano i sindacati, ma che vuol rappresentare il disagio che si vive in riva allo Ionio.

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