Cronaca

Ippazio Stefàno:“Presto rimpasto e vicesindaco”

Il Sindaco: “Se fossi rinviato a giudizio? Potrei anche decidere di restare. Ma lavorare in questa situazione è come stare al fronte”


“Sono amareggiato. Non sono abituato a scaricare le responsabilità su altri. Io ero il terminale delle decisioni: c’era un assessore e un dirigente ma alla fine solo io… l’ordinanza non la scrive il Sindaco, la sigla soltanto”.

Sono passati appena sei giorni da quando la Procura di Taranto ha notificato al sindaco Ippazio Stefàno un avviso di garanzia per omissione in atti d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva denominata Ambiente svenduto. Tra i 53 indagati compare anche il suo nome, assieme a quello del presidente Nichi Vendola che dovrà rispondere di concussione. Ancora scosso per l’accaduto, il primo cittadino ha comunque risposto alle nostre domande riguardanti il suo coinvolgimento nell’inchiesta ed il futuro politico e amministrativo della sua Giunta.


Allora sindaco, ha già deciso? Presenterà una memoria difensiva o andrà in tribunale per farsi interrogare dal gup?
“Grazie a Dio non sono un esperto in materia, visto che è la prima volta che mi capita una cosa simile. Domani parlerò con il mio avvocato. Sarà lui a consigliarmi cosa è meglio fare”.

Come si difenderà?
“E’ davvero assurdo, sono stato messo nel calderone ma non ho fatto nulla. Lì è scritto che quando inoltrai l’esposto già sapevo ma come potevo sapere se tutti i dati dicevano che l’inquinamento era in calo, anche a seguito dell’attivazione dell’impianto Urea?”.

Quindi lei non ha alcuna responsabilità?
“Ho fatto quanto mi è stato detto di fare. Sono amareggiato. Non sono abituato a scaricare le responsabilità su altri. Io ero il terminale delle decisioni: c’era un assessore e un dirigente ma alla fine solo io… l’ordinanza non la scirve il sindaco, la sigla soltanto”.

Perchè non si è dimesso?
“Lavorare in queste condizioni è come stare al fronte ma non posso abbandonare la città. Ci sono vertenze che stanno tenendo con il fiato sospeso migliaia di lavoratori, devo difendere la città. Resto per senso del dovere. Sono sereno e a posto con la coscienza. Sono pronto a dimostrare, documenti alla mano, che quella era l’unica strada da percorrere. Voglio che su di me sia cancellata anche la più piccola ombra di sospetto”.

E in caso di rinvio a giudizio? Si dimetterebbe?
“Se il magistrato continuasse a ravvisare delle inefficienze nel mio operato sarei molto dispiaciuto. Nessuno è colpevole fino all’ultimo grado di giudizio. Mi auguro di essere liberato da questo peso”.

Quindi?
“Dipende dalle condizioni in cui si trova il Comune. Ci sono nodi da sciogliere come quelli relativi all’Amiu ed all’Amat. Se questo implica il coinvolgimento della parte politica sarebbe necessario restare alla guida della città. Se si tratta di scelte che può fare il commissario ben venga. Lasciare è molto semplice. Rimanere, invece…”.

Parliamo di politica. Potrebbe decidere di rilanciare l’attività amministrativa con un rimpasto?
“Credo proprio di sì ma ho bisogno di effettuare i dovuti passaggi con i partiti della maggioranza. Un iter che non potrà perfezionarsi nei prossimi quindici giorni”.

Perchè dovrà difendersi…
“Sì. In ogni caso, sarà una rivisitazione nell’interesse della città. Molti hanno criticato l’esperienza degli “assessori a tempo” ma si tratta di professionisti tarantini che grazie a questa esperienza sono cresciuti e sono rimasti sul territorio”.

Sicuramente un’innovazione ma cosa è andato storto?
“Da non politici hanno fatto poca pubblicità. Le iniziative messe in campo andavano costantemente presentate e spiegate alle città. Comunque, sulla “rottamazione della politica” non accettiamo lezioni, nè da Grillo, nè da Renzi. Noi siamo stati i primi”.

Perché allora non avvia un azzeramento della Giunta?
“Azzerare sarebbe come dare un giudizio negativo su tutto ma in realtà alcune note positive ci sono. Un rimpasto, o meglio, una rivisitazione, porterebbe a cambiare gli uomini di postazione, integrando la squadra con volti nuovi”.

Tornerà la figura del vicesindaco?
“Penso di sì, ci sarà un vicesindaco. Spesso sono a Roma per partecipare ai vari incontri nel corso dei quali si decide il futuro della città. Nei prossimi mesi il lavoro sarà più intenso quindi è necessario lasciare il Comune nelle mani di una persona di fiducia”.

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