29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

La Marina, tra crisi e strategia

L’ULTIMA MAZZATA. Addio a Taranto anche per la Vittorio Veneto, dopo 40 anni di base nel nostro porto, che sarà il pezzo forte del museo di Trieste


TARANTO – L’ultima mazzata per Taranto arriva dall’addio della Vittorio Veneto, che scopriamo, sarà il pezzo forte del nuovo museo della Marina Militare di Trieste, primo museo galleggiante in Italia. Ci eravamo candidati anche noi, ma lo Stato Maggiore della Marina ha preferito il progetto dei friulani. Stessa sorte per i comandi, spostati recentemente a Napoli e altrove, come denunciato già da una settimana dal nostro quotidiano.
Al di la delle legittime recriminazioni e delle proteste, tardive, di rito, tuttavia, ora la questione è un altra e ben più grave di quanto appare.


Prima di puntare il dito contro qualcuno, infatti, dobbiamo chiederci e chiedere ai vertici della Difesa se le scelte che si stanno compiendo a Taranto sono solo il risultato della spending review, e quindi il risultato aritmetico di un conto che non torna, oppure, come cominciamo a propendere noi, sono il frutto di una meditata strategia che mira a spostare altrove, o comunque lontani da Taranto e dalla Puglia, gli interessi primari della Difesa nel nostro Paese?
Perché, ad esempio, l’allarme lanciato quest’estate dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra De Giorgi, in sede di audizione alle commissioni Difesa di Camera e Senato, è passato sostanzialmente sotto silenzio? In quel frangente l’Ammiraglio ha tracciato uno scenario apocalittico per la nostra Marina, addirittura arrivando ad affermare che senza un piano di interventi ed economico preciso l’Italia tra dieci anni resterà sostanzialmente senza flotta. Tutto questo in un teatro operativo come il Mediterraneo, dove a fronte di un progressivo aumento dei traffici mondiali stimati intorno al 20 percento, si registra un altrettanto progressivo abbassamento della sicurezza. E se pure gli Stati Uniti confermeranno la decisione, peraltro già annunciata, dell’amministrazione Obama di spostare le proprie navi dal Mediterraneo al Pacifico, ci domandiamo quale armatore vedrà la convenienza di commercializzare ancora con i nostri porti? E Taranto, che sul suo porto sta costruendo anche il proprio futuro, è la prima e più diretta interessata. La nostra classe politica e dirigente lo ha capito?                (m.m.)

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