Cronaca

I vescovi: “mai più casi Ilva”

Messaggio della conferenza episcopale per il convegno organizzato dall’Arcidiocesi: “Questa città può diventare un grande laboratorio”


TARANTO – “Taranto può rivelarsi, pur nella sua drammaticità, un laboratorio per trovare metodi nuovi di gestione delle difficoltà e, soprattutto, per ripensare in modo meno astratto e generico le implicazioni del bene comune”.
E’ uno dei passaggi più significativi del messaggio che mons. Mariano Crociata, segretario generale della conferenza episcopale italiana, ha inviato al vescovo Santoro in occasione del convegno che si svolge alla Lumsa su ‘Ambiente, Salute e Lavoro’. Una lettera inviata anche a nome del presidente Cei, cardinale Bagnasco, e di tutti i vescovi italiani.


“Conciliare diritto al lavoro e diritto alla salute grazie ad un ambiente sano è parte integrante della costruzione di un nuovo umanesimo che tenga insieme, e non contrapponga, diritti individuali e doveri sociali”, rimarcano i vescovi, che aggiungono come “lo sviluppo è sostenibile se sa conciliare il diritto alla vita e alla salute con il diritto al lavoro. La situazione di Taranto, tristemente nota per il suo carattere esplosivo, ha fatto emergere le contraddizioni che talora si produco tra ricerca del profitto, diritto al lavoro e salvaguardia dell’ambiente”. Il messaggio è stato lettodal vescovo di Taranto, insieme a quello di papa Francesco (che riportiamo in pagina). “Il mio desiderio è che il convegno sia un momento di concertazione e di solidarietà” è l’auspicio rivolto dall’arcivescovo, Filippo Santoro, aprendo i lavori del convegno organizzato dalla diocesi di Taranto in collaborazione con Lumsa, Università e Politecnico di Bari. Al convegno parteciperanno nel pomeriggio i ministri dell’Ambiente e della Salute, Andrea Orlando e Beatrice Lorenzin.
Ai due esponenti del governo Letta si rivolge Legambiente, che stigmatizza la gestione Bondi, “che non si cura delle ricadute del suo operato sull’ambiente e sulla salute dei tarantini, e continua per molti versi ad agire come se nulla fosse accaduto. In tutta questa vicenda si continuano ad accumulare ritardi inaccettabili. Il riesame dell’Aia ha compiuto un anno senza che prescrizioni importanti in esso contenute siano state ottemperate. Commissario e Sub Commissario hanno più volte fatto riferimento alla necessità di proroghe che, a loro parere, saranno probabilmente necessarie”. Critico l’atteggiamento dei Liberi e Pensanti: “Cambiano i nomi dei ministri così come cambiano, solo all’apparenza, i gestori dell’azienda ma la sostanza resta sempre la stessa: salute o lavoro?”

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