22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

Per i ministri di Ambiente e Lavoro il nodo bonifiche

Lunedì in città insieme Andrea Orlando ed Enrico Giovannini


Una fotografia di grande valenza simbolica, quella che verrà scattata lunedì in Prefettura, quando a sedere uno accanto all’altro saranno Andrea Orlando e Enrico Giovannini, ministri per l’Ambiente e il Lavoro. Insieme. A Taranto. Verrebbe da dire: finalmente.

Ad andare in scena sarà la rappresentazione plastica di un incontro che all’ombra dell’Ilva, la più grande acciaieria d’Europa, è apparso (e per molti appare ancora) impossibile. Eppure è solo da questo sentiero così stretto, quello di vedere ambiente e lavoro camminare assieme, che passano molte delle chance di questa città di non naufragare.


La possibilità di lavorare, e di vivere in un ambiente salubre, sono valori non negoziabili, come ha ricordato anche un leader morale di livello assoluto come Papa Francesco.

Più modestamente, è la via che anche questo giornale ha provato ad indicare, in diverse occasioni. Che sia una casualità o meno, l’incontro tarantino tra Ambiente (nella persona del ministro Orlando) e Lavoro (il ministro Giovannini) arriva una volta che l’inchiesta della Procura è formalmente finita, e si apre il percorso giudiziario che si snoderà tra le richieste di rinvio a giudizio ed il futuro processo.

Un percorso che, zittiti i gossip che pure hanno avvelenato la città, va e andrà seguito con il massimo rispetto, al riparo da ogni strumentaliz-zazione, per raggiungere quella verità processuale che Taranto ed i tarantini si meritano.

Ma ai due esponenti del governo Letta, il politico Orlando ed il tecnico Giovannini, spetterà il compito di dare altre risposte. Perché la possibilità di far incontrare sullo stesso terreno ambiente e lavoro passa da un impegno preciso, quello sulle bonifiche. Sconti non sono e non possono essere ammessi. E il ritardo che oggi già c’è va recuperato.

Il subcommissario governativo per l’Ilva, Edo Ronchi, ha spiegato perché sarà difficile che gli interventi veramente risolutivi, dentro la fabbrica, partano prima di gennaio. Ma provare si può e si deve, forzando vincoli burocratici penalizzanti.

All’esterno dei muri dello stabilimento s’è visto ancora di meno, tra qualche taglio del nastro (a Statte) e milioni di euro rimasti solo sulla carta e nelle parole del commissario Pini. Far diventare quel denaro ‘reale’, spendibile subito – con il necessario rigore – e tradurlo in scuole vivibili e in un mare non più avvelenato. Ambiente e Lavoro insieme devono fare questo.

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