Cronaca

La disperazione: “A dicembre saremo per strada”

La storia di Rodolfo. Disabile, padre di famiglia e disoccupato si rivolge al Comune: finito il contributo cosa devo fare? Mi devo ammazzare?


“Sono Rodolfo, un tarantino disabile con moglie e figlia di 6 anni, disoccupato, e senza alcuna risposta dalle istituzioni”.

Inizia così il disperato appello di un tarantino che affida ad una mail il tentativo di dare un futuro alla sua famiglia che oggi invece questa prospettiva non ce l’ha.

“Sono giorni che penso e mi chiedo se mai ci sarà anche per me e la mia famiglia la luce in fondo al tunnel, sì perché nonostante siano 4 anni che sono in cerca di un lavoro consono alla mia disabilità, rivolgendomi al sindaco e agli svariati assessori che si sono susseguiti in questi anni a tutt’oggi mi ritrovo a scrivere l’ennesima denunzia di abbandono da parte di chi dovrebbe rappresentare lo Stato Italiano".


"L’unica “agevolazione” che mi è stata concessa è stata quella che il comune ha provveduto a pagare per due anni il canone di locazione dell’appartamento in cui viviamo. Per lo meno sotto questo aspetto ero tranquillo. Ma, visto che novembre 2013 è l’ultimo mese che il comune provvede al pagamento del canone dell’appartamento in cui abitiamo, i primi di ottobre mi sono recato ai servizi sociali per chiedere (visto che sono ancora disoccupato) se il pagamento del canone si poteva nuovamente rinnovare. Purtroppo la dottoressa con cui ho parlato mi ha risposto dandomi esito negativo. Visto la mia situazione socio economica mi sono sentito cadere il mondo addosso, però dato che precedentemente avevo fatto domanda di un alloggio di edilizia popolare mi sono detto “non tutto è perduto””.

La forza della disperazione dà la spinta al nostro di addentrarsi negli iter necessari, andandosi a spulciare graduatorie e punteggi. Il risultato non è incoraggiante: “Nei giorni scorsi sentivo per strada da altre persone che chi aveva ottenuto un punteggio in graduatoria pari o superiore a 5 avrebbe ottenuto a breve un alloggio popolare, ma proprio ieri mi sono recato all’ufficio del patrimonio dove ho presentato la stessa domanda per chiedere chiarimenti in merito all’assegnazione e quando mi è stato risposto che nel 2014 sarebbero stati consegnati circa 50 appartamenti e 100 circa nel 2015 visto che sono il 186 ex aequo in graduatoria sono sprofondato nuovamente nello sconforto. Adesso, da qui a poco tempo, mi vedo per strada con la mia famiglia e sinceramente questo mi fa paura, mi chiedo cosa sarà di noi. Senza un tetto sopra la testa. Chiedo pubblicamente a sindaco, assessori e dirigenti dei servizi sociali di darmi una risposta concreta: cosa devo fare? Mi devo suicidare?”.

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