Cronaca

Esame romano per Taranto Capitale della Cultura Europea

Oggi pomeriggio al Ministero per i Beni Culturali la delegazione tarantina davanti alla commissione


TARANTO – Capitale europea della cultura, Taranto alla prova del nove. Si tiene oggi pomeriggio presso il Ministero per i Beni culturali quello che lo stesso comitato definisce una sorta di “esame orale” per la candidatura.

La scrematura tra le ventuno città in lizza è affidata ad una commissione formata da sette membri italiani e sei di altri Paesi europei. La short list con i ‘promossi’ ( cinque su ventuno) è attesa già per domani.


Oggi pomeriggio a Roma è la volta di Taranto. La prima mezz’ora del colloquio sarà dedicata all’illustrazione del dossier presentato a settembre, quindi la delegazione tarantina dovrà, nell’arco di un’altra mezz’ora, rispondere alle domande che arriveranno dagli esaminatori. Un vero e proprio esame con tanto di commissione.

Taranto si gioca tutto in un’ora, quindi. L’introduzione è affidata al presidente del comitato per la candidatura, il dr Nicola Baldi, quindi la parola all’editore Piero Massafra che si addentrerà nell’aspetto culturale del progetto; all’architetto Enzo De Palma il compito di parlare della rigenerazione urbana, mentre l’architetto Silvio Rufolo, delegato dal sindaco, la parte che attiene il piano finanziario. Sono circa otto i milioni previsti per il piano di rigenerazione urbana.

A colloquio con il dr Baldi, nelle ore che precedono l’appuntamento romano, si apprende come i risultati di questa preselezione si attendono già per domani. Una decisione lampo quella che attende la commissione. Soltanto in cinque passeranno il turno. Si dovrebbe sapere già domani chi resta in gara, mentre la decisione finale, cioè la designazione della Capitale europea della cultura 2019, arriverà, presumibilmente, tra un anno. “Quante probabilità ha Taranto? Il risultato per noi è già aver fatto il dossier. Le idee ci sono. Il progetto anche”.

La cultura come ‘capitale’ sul quale investire per il futuro della città. Nel Manifesto per la Candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019 si può leggere: “Le ragioni della candidatura di Taranto vanno ricercate nelle radici antiche e nobili di questo territorio, portatore di una tradizione millenaria e un formidabile incrocio di culture. Un territorio che è sempre stato cerniera tra suggestioni europee e culture altre, quelle millenarie del Levante. E’ senza nostalgie o rimpianti, ma riconoscendone l’attualità, che Taranto guarda a ciò che è stata, una straordinaria e multiforme “polis” magnogreca, per immaginarsi in futuro”.

Taranto dovrà vedersela con concorrenti quotate del calibro de L’Aquila, Perugia con i luoghi di Francesco d’Assisi, Venezia e Matera. E se fosse ‘derby’ con Lecce per restare in gioco?

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