14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

Puzza dal depuratore Gennarini? Pronti all’assedio

Stamattina la conferenza di Condemi, Cristella, Renna e Ungaro


“Il nostro obiettivo è duplice: agire in maniera istituzionale, con tutti gli atti necessari, per spingere il Sindaco, l’Arpa e la Capitaneria di Porto ad intervenire; invitare i cittadini che vivono in quella zona a non rassegnarsi. In caso contrario saremo pronti all’assedio”.

Secondo le stime fatte dall’avvocato ed ex consigliere comunale Filippo Condemi, i tarantini che abitano nei pressi della zona che ospita il depuratore Gennarini sono circa 30mila. Un esercito di “sventurati”, costretti a fronteggiare quotidianamente gli odori nauseabondi che si sprigionano dal depuratore. Da Taranto Due, fino a Lama: la puzza del Gennarini non conosce confini.


Anche per questo, stamattina, l’avvocato Condemi ha tenuto una conferenza stampa a cui hanno partecipato il consigliere regionale Giuseppe Cristella, i consiglieri comunali Aldo Renna, Giovanni Ungaro ed il componente del Comitato San Vito-Lama.

“Una parte dei residenti di Lama era pronta a tutto. Stavano per occupare simbolicamente il depuratore. Volevano manifestare sotto il municipio e davanti alla Capitaneria di Porto. Noi, invece, abbiamo chiesto di attendere e di provare, con le buone, ad ottenere rispetto per la loro vita – ha spiegato Condemi. Da anni si tollera questa condizione di cittadini di serie B ma è giunto il momento di dire basta. Quella gente continua a sopportare odori nauseabondi che si sprigionano soprattutto la notte”.

Le accuse prendono di mira Regione, Comune ma anche Capitaneria di Porto. “Il sindaco Stefàno, in sette anni di governo della città, non ha fatto nulla. Ci piacerebbe anche capire come mai l’Arpa non interviene, visto che c’è un condotta in mare che da dodici anni riversa in mare liquami. La Guardia costiera, poi, sequestra l’impianto, mette un cartello per vietare la balneazione, e ridà l’impianto al proprietario. Avanti di questo passo sarà impossibile risolvere la situazione”.

Quindi l’appello di Condemi, Cristella, Renna ed Ungaro: “Non volgiamo fare polemica, vogliamo solo ridare vivibilità a quel pezzo di Taranto. Abbiamo placato le ire dei residenti spiegando loro che si può trovare una soluzione meno dolorosa per tutti. Il prossimo passo però – ha tuonato Filippo Condemi – sarà quello di manifestare sotto il municipio bloccando l’ingresso di Palazzo di Città. Il sindaco, se vorrà entrare, dovrà prima restituire una vita a quelle persone, che non sono figlie di un Dio minore. Siamo pronti all’assedio”.

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