30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 07:04:16

Cronaca

Commercianti in rivolta. Cara Amiu, ma quanto ci costi

Confcommercio pensa di ricorrere a ditte private e Giangrande avvisa: “Senza cambiamenti nel 2014 sarà crisi anche sociale”


Tarsu alle stelle. I commercianti fanno due conti e pensano di rivolgersi ad imprese private. Ed è rivolta contro le decisioni della giunta comunale che ha fatto schizzare la tassa sui rifiuti con aumenti del 18%. Dura la presa di posizione di Confcommercio.

“Senza cambiamenti il 2014 non sarà un anno di ripresa e crescita. Anzi vi è il rischio concreto che la crisi economica si trasformi in una drammatica crisi sociale. Siamo profondamente e seriamente preoccupati, ci sembra che Taranto abbia imboccato un tunnel senza vie di uscita”.


E’ il commento del presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo Giangrande, a fronte della notizia dell’aumento del 18% dell’ultima rata Tarsu (il rimanente 25% dell’intero importo) a saldo del 2013. L’ennesimo aumento, “anche questa volta deciso senza previa consultazione delle associazioni di categoria, malgrado le innumerevoli sollecitazioni e richieste di incontri inoltrate all’indirizzo del sindaco e degli assessori ai Tributi ed alle Attività Produttive”.

Le  tariffe per il finanziamento del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani per l’anno in corso sono state infatti direttamente approvate con delibera di Giunta, “senza che fosse data alle parti sociali la possibilità di un confronto e, questo, malgrado che proprio la Confcommercio avesse vinto un ricorso al Tar”.  Si concluse infatti con un pronunciamento positivo del tribunale amministrativo di Lecce la vicenda delle tariffe Tarsu 2011, in merito alla quale Confcommercio Taranto –difesa dall’avv. Michele Di Campo – aveva promosso un ricorso contro il Comune impugnando le delibere 33 e 34 del 27 aprile 2011, riguardanti la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni e la modifica del regolamento comunale per l’applicazione della tassa.

Per il 2013 il Comune di Taranto, avvalendosi della legge 24 del 28 ottobre scorso non ha adottato la nuova tassa, la Tares, che entrerà in vigore nel 2014, e ha continuato ad applicare il regime di prelievo del 2012, ma nel contempo per garantire l’integrale copertura dei costi del servizio ha incrementato le stesse tariffe del 18%. “Una bella trovata: con una mano dà e con l’altra prende”.  “Una batosta per i cittadini, ma ancor di più per gli artigiani e i commercianti che si vedranno arrivare entro un mese cartelle esattoriali particolarmente pesanti, più che altrove”. Uno sgradito ‘regalo’ che i tarantini troveranno sotto l’albero.

“Gli aumenti sarebbero necessari (si giustifica il Comune) per ripianare il buco di 20 milioni di euro dell’Amiu – protesta Confcommercio – ma non si preoccupa di ripianare il buco impresso nelle vie della città dalle attività del commercio che, annientate dalla crisi e dalla pressione fiscale, di settimana in settimana cessano di esistere”.

Confcommercio in queste ore sta valutando con i propri consulenti le iniziative giuridico-amministrative e tecniche da adottare e non è escluso – anticipano dall’associazione – che si ricorra ad una convenzione con imprese private specializzate nella raccolta dei rifiuti speciali.

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