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23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Cronaca

E la vittima disse: Ora basta. L’intercettazione ambientale

Il via alle indagini dopo la denuncia di un imbianchino, nel settembre del 2011. I ‘contatti’ con gli usurai presi davanti ad un bar cittadino


Un’indagine nata nel 2011, quella che ha portato agli arresti eseguiti oggi dalla Guardia di Finanza. E’ un imbianchino, “ormai strangolato dai debiti” si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Martino Rosati, a denunciare i suoi aguzzini e a far emergere il ruolo apicale di Emanuele Cellamare, indicandolo come abituale frequentatore di un bar di via Cesare Battisti.


Dettaglio non da poco, perchè “l’attività investigativa si è sviluppata principalmente attraverso l’installazione, in quel luogo, di un impianto di videoripresa”, oltre alle intercettazioni telefoniche e ambientali. Il gip scrive di “una fluviale sequenza di colloqui, in cui si fa esplicito riferimento a prestiti di denaro elargiti o promessi dal Cellamare, nonchè a restrizioni effettuate o rimandate da parte dei beneficiari con, in quest’ultimo caso, le correlate insofferenze del primo e le inevitabili implorazioni di pazienza dei secondi”.

Significativa l’intercettazione ambientale di Cellamare con un suo parente:

“Tutti quanti ti devono dare i soldi a te? Ma che li presti”

“Li presto e non me li vogliono riportare… non mi distrarre”.

Lo stesso Cellamare si propone, con una vittima, anche per un cognato di quest’ultimo, già usurato: “Li vuole un’altra volta?

Domanda se li vuole, io sono qui (…) allora, mille euro, a quanto? A tre mesi li dobbiamo fare?”.

Sembra quasi lamentarsì, a volte, Cellamare, della vita da usuraio:

“Eh…sì…ma non mi dovete cercare sempre soldi, perchè io non sono il bancomat… non mi cercate sempre soldi… non mi fate fare le scostumatezze… io non ho tanti soldi che posso… se viene quello e mi dice dammi 50 euro, viene quello dammi 100 euro, non è che ho tanti soldi a disposizione… se li avevo, li davo…”.

Eppure, è ancora lui a farsi promotore dell’attività di usuraio con un’altra persona, non identificata, che aveva dei dubbi sull’avvicinarsi alla professione:

“Non te li fai dare un poco di soldi da (…) che li facciamo girare? Fatti dare un poco di soldi che li giriamo… io così faccio (…) glieli devo dare io, perchè io sono del mestiere (…) bisogna essere del mestiere, bisogna avere una pazienda di ferro, d’acciaio”.

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